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Società, la liquidazione è soft

Le società in liquidazione possono disapplicare la disciplina delle società non operative. È sufficiente, infatti, che si impegnino in Unico 2014 alla cancellazione dal registro imprese entro il 30 settembre 2015. Nell’ambito delle cause esimenti dall’applicazione della penalizzante disciplina prevista per le società di comodo, di cui all’art. 30 della legge n. 724/94, fruibili sia dalle società non operative per mancato raggiungimento dei ricavi minimi presunti di cui al predetto art. 30 (cosiddetto test di operatività), sia dalle società in perdita sistematica ai sensi dell’art. 2, comma 36-decies e seguenti del dl n. 138/2011, e contenute nei provvedimenti direttoriali 14 febbraio 2008 e 11 giugno 2012, si contempla la fattispecie delle «società in stato di liquidazione che con impegno assunto in dichiarazione richiedono la cancellazione dal registro delle imprese (_.) entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi successiva». Per le società che intendano avvalersi di tale fattispecie disapplicativa in Unico 2014, è prevista la barratura dell’apposita casella posta nel prospetto delle società non operative contenuto quadro Rs. Seguendo le indicazioni contenute nei citati provvedimenti, la disapplicazione opera con riferimento al periodo d’imposta in corso alla data di assunzione dell’impegno, nonché a quello precedente e al successivo, ovvero all’unico periodo di liquidazione di cui all’art. 182, comma 2 e 3, del Tuir. Premesso che per avvalersi della causa esimente in questione appare fuor di dubbio che la società si debba già trovare in stato di liquidazione volontaria, ciò che non è altrettanto certo è il momento iniziale dal quale la società stessa debba essere in liquidazione. A tale proposito, due sono le possibili chiavi di lettura: la prima, secondo cui lo stato di liquidazione deve sussistere già nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione, e quindi almeno dal 2013, la seconda invece consentirebbe la barratura della casella anche alle società poste in liquidazione nel corso del 2014, sia pure entro il 30 settembre (scadenza del termine di presentazione del modello Unico 2014). Differenti sono le conseguenze che si producono, ed in particolare nella seconda delle ipotesi illustrate si avrebbe disapplicazione della disciplina anche per periodi d’imposta antecedenti alla messa in liquidazione. Si consideri, ad esempio una società messa in liquidazione il 1° aprile 2014, che barra la casella nel quadro Rs di Unico 2014, con conseguente esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative per i seguenti periodi d’imposta: 1° aprile 2014 – 31 dicembre 2014 (periodo d’imposta in corso alla data di assunzione dell’impegno), 1° gennaio 2014 – 31 marzo 2014 (periodo d’imposta antecedente, non compreso nel periodo di liquidazione), e 1° gennaio 2015 – 30 settembre 2015 (periodo d’imposta successivo che si deve chiudere entro il termine di presentazione della dichiarazione, pena il venir meno della causa esimente). Sembra più corretto, invece, nello spirito che la causa di disapplicazione in esame abbia l’obiettivo di operare solamente all’interno del periodo di liquidazione (e per evitare discriminazioni tra le società che deliberano la liquidazione entro od oltre il 30 settembre 2014), che la società in questione debba barrare la casella nel prossimo modello Unico 2015 per il periodo d’imposta 2014, nel qual caso l’esclusione dall’applicazione della disciplina delle società non operative opererebbe per i seguenti periodi d’imposta: 1° gennaio 2015 – 31 dicembre 2015 (periodo d’imposta in corso alla data di assunzione dell’impegno), 1° aprile 2014 – 31 dicembre 2014 (periodo d’imposta antecedente, quale primo sotto periodo d’imposta di liquidazione) e 1° gennaio 2016 – 30 settembre 2016 (periodo d’imposta successivo, quale ultimo periodo d’imposta di liquidazione a seguito della cancellazione della società dal registro imprese).

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