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Società in perdita, verifica rapida

di Benedetto Santacroce

Con la circolare n. 4/E, diramata ieri, l'agenzia delle Entrate ripercorre le principali novità introdotte dal decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (cosiddetta «manovra 2010»). Si tratta di un intervento di prassi che "fotografa" il contenuto delle principali norme contenute nel Dl 78, con espresso rinvio a successivi interventi monotematici interpretativi delle singole novità.

Divieto di compensazioni

In tema di preclusione alla compensazione in presenza di debito su ruoli definitivi (superiori a 1.500 euro), la circolare conferma l'interpretazione restrittiva della norma già resa dall'amministrazione nel corso di Telefisco: al contribuente non è consentito effettuare alcuna compensazione se non assolve, preventivamente, l'intero debito per il quale è scaduto il termine di pagamento, unitamente con i relativi accessori

La disposizione, pertanto, configura un obbligo di preventiva estinzione dei debiti iscritti a ruolo e non una "riserva indisponibile" del credito pari all'ammontare di tali debiti

Tuttavia, va ricordato che, per effetto del comunicato stampa delle Entrate del 14 gennaio 2011, le compensazioni in presenza di ruoli scaduti superiori a 1.500 euro non sono sanzionabili fino all'emanazione del decreto che consentirà la compensazione delle somme iscritte a ruolo, a condizione che l'operazione di compensazione non vada a intaccare i crediti necessari per pagare i ruoli esistenti.

Questo in attesa dell'ufficializzazione del decreto di sblocco dell'Economia.

Esonerati quadro RW

Quanto agli obblighi dichiarativi per le attività finanziarie e patrimoniali detenute all'estero l'articolo 38 comma 13 del Dl 78 prevede un esonero di presentazione del quadro RW per i soggetti che svolgono attività all'estero per lo Stato o per un ente locale o per organizzazioni internazionali e per i soggetti transfrontalieri.

La circolare chiarisce che per i primi l'esonero è, limitatamente al periodo in cui svolgono l'attività all'estero, totale per attività finanziarie e patrimoniali ovunque detenute.

Al contrario per i transfrontalieri l'esonero riguarda i soli investimenti e attività finanziarie detenute nello Stato di lavoro.

Le imprese in perdita

Per quanto riguarda le imprese in perdita sistemica, l'articolo 24, comma 1, del provvedimento ha etichettato come soggetti a "rischio" le imprese in perdita per più periodi d'imposta.

Al riguardo, l'agenzia delle Entrate specifica che per l'individuazione del periodo temporale minimo, trascorso il quale la perdita può definirsi "sistemica", come tale rilevante ai fini della possibile attività di accertamento da parte degli uffici, è sufficiente una perdita che si protrae per almeno due anni consecutivi, in assenza di deliberazioni sociali di aumento di capitale a titolo oneroso.

 

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