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Società in perdita senza uscita

Nonostante l’adeguamento al reddito minimo, società non operative o in perdita sistemica senza via di scampo. Le dette società non possono chiedere l’eccedenza Iva a rimborso, non possono utilizzarla in compensazione orizzontale e non possono cederla a terzi.

Questa una delle numerose risposte traslate nella circolare n. 10/E di ieri dell’Agenzia delle entrate che, come consuetudine, ha messo nero su bianco i chiarimenti interpretativi forniti a ItaliaOggi e altra stampa specializzata, nel corso dei recenti forum fiscali.

Si segnalano, tra le altre, in relazione all’attuale predisposizione delle dichiarazioni dei redditi, alcune interessanti risposte su società di comodo, perdite su crediti, determinazione del reddito d’impresa, deduzione dell’imposta municipale e rivalutazioni. Vediamo in dettaglio.

Società di comodo. Come detto, per le società non operative, di cui all’art. 30, legge 724/1994 e per quelle in perdita sistemica (o sistematica), di cui al dl 138/2011, l’eccedenza concernente il credito Iva, maturato alla fine del periodo d’imposta, non può essere chiesto a rimborso, non può essere utilizzato in compensazione con altri tributi o contributi, ai sensi dell’art. 17, dlgs 241/1997 (compensazione orizzontale) e non può essere ceduto a terzi.

In effetti, per detti soggetti risulta irrilevante l’adeguamento al cosiddetto «reddito minimo» (circ. 25/E/2007) determinato per l’anno in cui il soggetto non risulta operativo; tale limitazione deve essere estesa, per le Entrate, anche alle società in perdita sistemica.

Perdite su crediti. La deducibilità dei crediti inesigibili, ai sensi del comma 5, dell’art. 101, dpr 917/1986, è possibile soltanto in presenza di elementi «certi» e «precisi» che, con particolare riguardo a quelli datati, si configurano al momento in cui gli stessi cadono in prescrizione. Per le Entrate questa non è una novità introdotta dalla legge 134/2012, di conversione del dl 83/2012, entrato in vigore il 12/08/2012, ma la prescrizione costituiva un elemento certo e preciso anche in vigenza della vecchia formulazione, con la conseguenza che se il contribuente ha dedotto la perdita per tale ragione, il comportamento deve ritenersi conforme al dettato normativo, fatto salvo il potere dell’agenzia di contestare l’inattività del creditore che potrebbe configurare la presenza di un atto di liberalità (circ. 26/E/2013).

Rivalutazione dei beni. È confermato che con la rivalutazione introdotta dalla legge 147/2013 (Stabilità 2014), a differenza di quella introdotta dal dl 185/2008, non è possibile effettuare una rivalutazione dei beni d’impresa con rilevanza esclusivamente civilistica, ovvero senza il pagamento dell’imposta sostitutiva.

Di conseguenza, per i beni in carico al 31/12/2012, è possibile eseguire la rivalutazione, sia di natura civilistica sia fiscale, eseguendo il pagamento dell’imposta sostitutiva (16% o 12%).

Sul punto si segnala che le disposizioni della legge di stabilità 2014 prevedevano il versamento in tre rate annuali di pari importo senza pagamento degli interessi ma che il recente dl 66/2014 (decreto Irpef) ha stabilito (in attesa di possibili modifiche sul tema) che l’imposta sostitutiva dovuta deve essere versata in un’unica soluzione entro il termine di pagamento delle imposte sui redditi relative al 2013 (16 giugno).

Compensazioni. Dopo che la legge 147/2013 ha introdotto un limite (15 mila euro), superato il quale si rende necessario l’apposizione del visto di conformità nella dichiarazione dei redditi in cui tale credito emerge, al fine di utilizzare in compensazione orizzontale i crediti derivanti da eccedenze di imposte sui redditi (Ires e Irpef), imposta regionale, addizionali, ritenute alla fonte e sostitutive, sono emerse alcune problematiche di tipo operativo. Le Entrate hanno chiarito che l’asseverazione riguarda esclusivamente la compensazione «orizzontale», con esclusione di quella verticale (stessa imposta), che le disposizioni si riferiscono al 2013, lasciando indenni i crediti maturati nei periodi precedenti fino alla rigenerazione degli stessi nella dichiarazione 2014 (periodo d’imposta 2013) e che il limite deve essere riferito alla singola tipologia di credito; se il contribuente ha un credito Irpef di 10 mila euro e un credito Irap di 7 mila euro, lo stesso non deve richiedere l’asseverazione.

Infine, la compensazione oltre soglia può avvenire anche prima della presentazione della dichiarazione asseverata; è il tipico caso dei professionisti che, per effetto delle ritenute applicate sui ricavi, notoriamente hanno maturato, al termine del 2013, un esorbitante credito Irpef che gli stessi hanno potuto compensare, in modalità orizzontale, già a partire dal 16 gennaio scorso.

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