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Società in perdita, è caccia aperta alle possibili deroghe

Finita la stagione delle dichiarazioni rimangono i problemi per le società di comodo. Problemi che, tra pochi giorni, con la scadenza dell’acconto d’imposta 2012 inizieranno operativamente a dover essere affrontati. Un po’ per la novità e un po’ perché la norma entra in scena in un particolare momento della nostra economia l’ipotesi di non operatività derivante dalla situazione di perdita triennale è quella su cui occorre prestare maggiore attenzione. E sul punto il provvedimento direttoriale n. 87956/2012 del 12 giugno 2012 e la circolare n. 23/E dell’11 giugno 2012 sono decisivi. Il provvedimento sopra richiamato è da accogliere con particolare favore in quanto introduce una serie di cause le quali, se verificate nel corso del triennio di riferimento, permettono la disapplicazione automatica della disciplina senza la necessità di dover passare dalla presentazione dell’interpello. Coloro i quali si dovessero trovare nella situazione in cui il triennio 2009-2011 abbia comportato la dichiarazione di tre annualità in perdita (o due in perdita e uno in utile, ma con reddito inferiore a quello minimo stabilito ai sensi dell’art. 30 della legge 724/94) devono come primo passaggio verificare se nel loro caso vi sia la possibilità di applicare una delle cause di esclusione o disapplicazione.

A oggi nell’ambito delle società di comodo sono presenti tre diverse cause di esclusione e disapplicazione:

1) le cause di esclusione di cui all’art. 30 della legge n. 724 del 1994 hanno la forza escludere l’applicazione della normativa in tema di società di comodo se intervengono nel periodo di imposta di applicazione della disciplina (per esempio se il triennio di perdita è il 2009-2011 le cause di esclusione perché abbiano effetto devono intervenire nel 2012);

2) le cause di disapplicazione di cui al provvedimento 14 febbraio 2008 che hanno la forza escludere l’applicazione della normativa in tema di società di comodo se intervengono nel periodo di imposta di applicazione della disciplina (per esempio se il triennio di perdita è il 2009-2011 le cause di esclusione perché abbiano effetto devono intervenire nel 2012);

3) le cause di disapplicazione di cui al provvedimento 12 giugno 2012 che hanno la forza di escludere l’applicazione della normativa in tema di società di comodo se intervengono in uno dei periodi compresi nel triennio di riferimento (per esempio se il triennio di perdita è il 2009-2011 le cause di esclusione perché abbiano effetto devono intervenire in un periodo compreso tra il 2009 e il 2011). Il prossimo e più vicino impatto operativo sarà incontrato in sede di versamento degli acconti 2012 in scadenza (almeno per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare il prossimo novembre).

Infatti l’art. 2, comma 36-duodecies del dl 138/2011 innovando la disciplina delle società di comodo ha previsto che nella determinazione degli acconti dovuti per il periodo d’imposta di prima applicazione, si deve assumere, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le nuove disposizioni.

Sul punto la circolare 23/E/2012 ha offerto importanti precisazioni per il coordinamento tra questa disposizione e le nuove cause di esclusione previste per le società in perdita sistematica. L’acconto, infatti non deve essere ricalcolato:

  • qualora si verifichi una causa di esclusione sopra individuata con la lettera a) nell’anno di prima applicazione della disciplina sulle società in perdita sistematica o nel precedente. Ciò significa che per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, il verificarsi di una causa di esclusione per l’anno 2011 o per l’anno 2012 esclude dall’obbligo di ricalcolo;
  • qualora si verifichi una delle cause di disapplicazione automatica (lettera c) dell’elenco precedente) nel triennio rilevante per l’anno di prima applicazione della nuova disciplina o nel triennio afferente all’anno precedente. In sostanza, sempre per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, nella determinazione dell’acconto dovuto per il periodo 2012 il verificarsi di almeno una causa di disapplicazione automatica nel periodo di osservazione (2008, 2009 e 2010) afferente al precedente periodo d’imposta (2011), ovvero nel periodo di osservazione (costituito dai periodi 2009, 2010 e 2011) afferente allo stesso periodo 2012, consente di determinare l’acconto secondo gli ordinari criteri (non è necessario il ricalcolo).
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