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Società in perdita, deroghe ampie

Fuga dalla disciplina delle società in perdita. Tra cause di esclusione oggettive e disapplicazioni automatiche è caccia aperta alle possibili deroghe alla nuova disposizione antielusiva che assimila a quelle di comodo le società in perdita fiscale per tre periodi consecutivi. Così, ad esempio, la presenza di un mol positivo o la congruità e coerenza ai fini degli studi di settore, permettono di disinteressarsi alla disciplina senza nemmeno l’onere di presentare istanza disapplicativa.

Peraltro resta sempre ferma la possibilità di ricorrere all’interpello qualora si versi in situazioni che, sebbene non codificate, facciano ritenere di non dover fare i conti con la norma.

Con la circolare n. 23/E dell’11 giugno 2012 e il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate di pari data sono state fornite le indicazioni operative e le istruzioni in vista dei primi adempimenti di versamento che possono coinvolgere le società interessate.

Il dl n. 138 del 2011 ha introdotto la disciplina sulle c.d. società in perdita sistematica. In base a tali disposizioni, pur non ricorrendo le condizioni per l’applicazione del regime delle società non operative, le società che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d’imposta consecutivi sono considerate di comodo, con tutte le conseguenze del caso, a decorrere dal quarto periodo d’imposta. Tale situazione è applicabile anche alle società che, in tre periodi d’imposta consecutivi, presentino indifferentemente per due periodi dichiarazioni dei redditi in perdita fiscale e che nel terzo dichiarino un reddito imponibile inferiore a quello minimo presunto.

Per la disciplina sulle società in perdita sistematica, restano ferme le cause di non applicazione stabilite in materia di società non operative; in tal modo è possibile individuare determinate situazioni oggettive in presenza delle quali è consentito disapplicare le disposizioni in materia di società in perdita sistematica, senza dover assolvere all’onere della presentazione dell’istanza di interpello.

Le disposizioni in materia di società in perdita sistematica si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di emanazione della legge, ossia dal 2012; tuttavia per il calcolo degli acconti dovuti per il periodo di imposta 2012 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata applicando le nuove regole.

Per la disciplina sulle società in perdita sistematica trovano applicazione sia le disposizioni in tema di società di comodo che individuano le cause di esclusione, sia quelle che consentono di presentare l’istanza di disapplicazione al ricorrere di situazioni oggettive. Inoltre, anche per le società in perdita sistematica sono individuate ulteriori situazioni oggettive, al ricorrere delle quali è consentito disapplicare automaticamente la disciplina senza necessità di presentare alcuna istanza.

Ai fini della disciplina sulle società in perdita sistematica, le cause di esclusione riguardano solo i periodi di imposta di applicazione della disciplina in esame, mentre le cause di disapplicazione automatica indicate nel provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate dell’11 giugno 2012, assumono rilevanza nel periodo di osservazione, ossia per i tre anni precedenti quello preso in esame. In sostanza, le situazioni che portano alla disapplicazione della normativa determinano un immediato effetto interruttivo del «periodo di osservazione» triennale.

Il provvedimento mette mano anche alla disciplina delle società di comodo, integrando le ipotesi che permettono la disapplicazione anche in assenza di interpello.

Tale facoltà è concessa alle società che esercitano esclusivamente attività agricola e a quelle per le quali gli adempimenti e i versamenti tributari sono stati sospesi o differiti da disposizioni normative adottate in conseguenza della dichiarazione dello stato di emergenza. La disapplicazione opera limitatamente al periodo d’imposta in cui si è verificato l’evento calamitoso e quello successivo.

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