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Società in perdita al bivio dei bilanci

Nei prossimi mesi si verificherà un intreccio complesso di date per le società di comodo che derivano tale status dal triennio di perdite 2009-2011. La possibilità d’inoltro del l’istanza di interpello prevede una tempistica che mal si coordina con le scadenze del bilancio in cui vanno allocate le imposte dovute per il 2012, primo anno in cui l’eventuale status di società di comodo avrebbe efficacia e quindi sarebbe dovuta l’Ires con l’aliquota del 38% sul reddito minimo figurativo.
L’istanza di interpello disapplicativo per le società che non possono far valere alcuna causa di esclusione o disapplicazione va presentata all’agenzia delle Entrate prima del novantesimo giorno precedente il termine per la consegna del modello Unico, fissata al 30 settembre 2013. Ma in realtà l’operazione andrebbe eseguita ben prima del 2 luglio 2013, visto che già prima del versamento degli acconti per il 2012 sarebbe necessario conoscere se la società fosse o meno di comodo.
Ma ipotizzando pure di poter ravvedere gli insufficienti versamenti dell’acconto, una società di capitali deve conoscere se è considerata o meno società di comodo per poter redigere correttamente il bilancio d’esercizio 2012, nel quale vanno stanziate le imposte sul reddito e l’Irap, per il cui calcolo è essenziale sapere se si è o meno di comodo: basti pensare all’incremento dell’aliquota Ires dal 27,5% al 38%.
Nelle società di capitale per le quali è operativo il collegio sindacale l’organo amministrativo deve redigere e approvare il progetto di bilancio entro il trentesimo giorno antecedente a quello fissato per l’assemblea di approvazione del bilancio stesso. Se si considera l’ultimo termine utile per l’approvazione, ossia il 30 aprile 2013, entro il 31 marzo 2013 l’organo amministrativo dovrà redigere il progetto di bilancio.
Nel caso non sia presente il collegio sindacale l’adempimento può essere svolto entro il 15 aprile 2013, ma in entrambi in casi difficilmente si conoscerà l’esito dell’interpello e quindi, in presenza delle condizioni normative per essere dichiarata di comodo, la società dovrà assumere la delicata decisione di calcolare le imposte dovute considerando o meno l’effetto dell’aggravio Ires.
Da questo punto di vista è chiaro che non tutte le situazioni che possono essere descritte nell’interpello sono uguali, e per alcune di esse si può contare su risposte già codificate dell’Agenzia in precedenti di prassi. Al riguardo due circolari del 2007 (5/E e 44/E) hanno elaborato alcune risposte rispetto ai casi più frequenti in cui lo status di comodo derivava dal test di operatività. In materia di perdite è un problema diffuso la situazione che si verifica per effetto di crisi del settore che nel triennio 2009/2011 ha generato il reiterarsi di perdite fiscali.
In questi casi non è semplice individuare oggettivamente gli specifici elementi che hanno generato la flessione del fatturato e in molti casi la perdita di esercizio, ma la citazione della crisi del settore è stata giudicata sufficiente dalla sentenza 54/01/12 della Ctr Friuli-Venezia Giulia per evitare l’inserimento tra le società di comodo. La sentenza verteva sul settore tessile, ma anche nell’ambito immobiliare appare spesso impossibile non solo vendere ma anche locare gli immobili detenuti.
Un particolare intreccio di date si pone per le società che hanno subito danni dal sisma del maggio 2012. Per questi soggetti il Dpcm del 31 gennaio scorso sposta al 30 settembre 2013 il termine per l’approvazione del bilancio e conseguentemente è possibile posticipare anche il termine per la redazione del progetto di bilancio.
Non appare però chiaro come comportarsi per il versamento delle imposte a meno di non applicare alla lettera l’articolo 17 del Dpr 435/2001 che individuerebbe al 16 di ottobre 2013 la data del versamento.
Tutto ciò considerando anche che le società in perdita nel 2009/2011, per effetto di una non condivisibile tesi espressa nella circolare 23/E/2012, non possono far valere nel 2012 la causa di disapplicazione dell’evento sismico e, quindi, sarebbero tenute a inoltrare l’istanza d’interpello per ottenere l’esclusione dal novero delle società di comodo.

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