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Società estinte, rimborsi ai soci

di Fabrizio G. Poggiani  

Con l'estinzione di una società di qualsiasi natura (personale e/o di capitali), attivo e rimborsi assegnati dall'Amministrazione finanziaria ai soci (pro-quota) o a delegati.

Questo quanto precisato con la risoluzione 27/07/2011 n. 77/E dall'Agenzia delle entrate che ha fornito una consulenza giuridica alla stessa Amministrazione finanziaria, sul tema dell'esecuzione dei rimborsi, per effetto della cancellazione delle società al registro delle imprese.

Preliminarmente, è stato evidenziato che l'art. 2456 c.c., trasfuso nell'art. 2495 c.c. è stato modificato dal legislatore riformatore con il dlgs. n. 6/2003, inserendo all'interno del comma 2, la locuzione «…ferma restando l'estinzione della società».

Di conseguenza, la direzione regionale istante ha chiesto come si debbano muovere operativamente gli uffici periferici al fine di effettuare i rimborsi di tributi e delle imposte a favore di società, di persone o di capitali, cancellate dal registro delle imprese, in relazione agli effetti prodotti dalla modifica della disciplina civilistica.

Per la stessa direzione istante, la nuova versione dell'articolo 2456 c.c. supera le precisazioni fornite con alcuni documenti di prassi precedenti (rm n. 68/E/2007 e n. 105/E/2009), dovendo attribuire alla cancellazione un'efficacia «costitutiva». L'Agenzia delle entrate, rileva la presenza dei due indirizzi giurisprudenziali, quello (datato) che attribuisce alla cancellazione un'efficacia meramente «dichiarativa» e quello (recente) che, al contrario, attribuisce alla cancellazione dal registro delle imprese un'efficacia «costitutiva» e, aggiunge, che la Suprema corte ha esteso le stesse conclusioni alle società di persone.

È del tutto chiaro che, dal punto di vista meramente tributario, la diversa natura della cancellazione pone ulteriori problemi, con riferimento particolare all'emersione delle sopravvenienze attive e all'esecuzione dei rimborsi, stante il fatto che, quantomeno per il primo problema, il legislatore riformatore non ha indicato niente.

Pertanto, nonostante l'emersione di soluzioni differenti (eredità giacente o comunione), l'agenzia ritiene che gli elementi patrimoniali attivi emersi in sede di redazione del bilancio di liquidazione devono essere attribuiti proporzionalmente ai soci, tra i quali s'instaura un rapporto di mera comunione, di cui all'art. 1100 c.c.

Inoltre, venendo a mancare il soggetto cui l'ufficio dovrebbe erogare il rimborso dell'imposta, l'agenzia ritiene che non si possono più seguire le disposizioni indicate per il rimborso dell'Iva all'art. 5, dm 26/02/1992, con la conseguenza che in presenza di società di persone cessate il rimborso potrà avvenire, a discrezione dell'ufficio, al delegato o pro-quota ai soci, mentre in presenza di società di capitali cessate, stante la presenza considerevole di soci, il rimborso dovrà essere eseguito a favore di un socio o di un terzo, che potrebbe essere individuato nel liquidatore dell'ente, previa presentazione della delega all'ufficio competente.

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