Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Società di comodo Ogni Ct fa da sé

Regione che vai società di comodo che trovi. Le vicende contenziose delle società non operative risultano infatti condizionate, spesso in modo pesante, dalla circoscrizione territoriale di appartenenza della società.

Avere la sede legale in una regione come la Puglia significa, stando almeno al contenuto delle sentenze tributarie oggetto di massimazione per l’intero anno 2012, dover necessariamente passare preventivamente per la via dell’interpello disapplicativo ex articolo 37-bis del dpr 600/1973, per poter sperare in una successiva difesa in sede contenziosa.

In altre regioni invece, vedi ad esempio il Piemonte, la via dell’interpello disapplicativo è considerata soltanto una mera facoltà della società e non una via obbligata.

In altre sedi territoriali invece, sempre dall’esame dei massimari 2012, emergono situazioni oggettive sulla base delle quali, in più di un caso, le commissioni tributarie di primo e secondo grado non hanno esitato ad accogliere le circostanze oggettive addotte dalle società in ordine al superamento della presunzione di non operatività.

Per quanto attiene alla questione dell’interpello disapplicativo si prenda visione del dispositivo della sentenza n. 78 della Commissione tributaria regionale della Puglia, emessa il 30/4/2012.

Secondo i giudici del secondo grado «la disapplicazione del regime previsto per le società di comodo è condizionata alla presentazione dell’apposito interpello previsto dall’articolo 37-bis, comma 8 del dpr n. 600 del 1973». In sostanza se la società non ha preventivamente esperito tale procedura le possibilità di una successiva difesa contro l’accertamento dell’ufficio delle entrate risulta pregiudicata.

Si tratta di una soluzione che, a parere di chi scrive, è fuori dal perimetro della norma istitutiva delle società di comodo (articolo 30 della legge n. 724 del 1994).

Contrariamente a quanto statuito dalla regionale Puglia si è espressa invece la Commissione tributaria provinciale di Vercelli con la sentenza n. 16/1/12 dell’8/6/2012. I giudici del capoluogo piemontese hanno infatti affermato che «La richiesta di interpello disapplicativo, del regime delle società di comodo (per acquisizione delle cause di esclusione di un immobile che non produce reddito) che sancisce la deroga dall’automatismo dell’inserimento delle società di comodo tra gli enti sottoposti a tale vincolo, non costituisce obbligo e la mancanza di tale richiesta non preclude il beneficio della disapplicazione del maggior reddito ne sussiste norma che imponga in assenza dell’interpello l’imputazione automatica di maggiori redditi».

Anche in assenza dell’istanza di interpello disapplicativo la società potrà dunque esperire validamente la sua difesa. A patto però che la sua sede legale sia nella circoscrizione di competenza dei giudici piemontesi.

Più diplomatica ma in assoluta conformità con il testo normativo, si pone poi sul tema dell’interpello disapplicativo la sentenza n. 183 del 13/11/2012, emessa dalla Commissione tributaria regionale della Toscana. In essa si legge infatti che «il comma 4-bis dell’articolo 30 della legge 23/12/1994, n. 724, prevede che una società che si trovi in «oggettive situazioni» che non abbiano consentito il conseguimento di ricavi minimi come previsti dal primo comma dello stesso art. 30, possa presentare istanza al direttore regionale delle Entrate per la disapplicazione della normativa prevista per le società non operative dal citato art. 30, dimostrando la sussistenza di quelle «oggettive situazioni». La mancata presentazione di detta istanza consente all’ufficio l’emissione dell’avviso di accertamento». Dal tenore letterale della sentenza sembra anche in questo caso confermata la non obbligatorietà dell’interpello preventivo la cui omissione, ma questo è abbastanza ovvio, può però spalancare le porte all’attività accertativa dell’ufficio.

Ma veniamo ora al tema delle prove contrarie in grado di smontare la presunzione di non operatività.

Secondo la Commissione tributaria provinciale di Trento, sentenza n. 55/4/12 del 27/9/2012, la società che «affitta l’azienda non è di comodo se dimostra di trovarsi in una situazione che oggettivamente impedisce il conseguimento dei ricavi minimi fissati al fine della determinazione della non operatività».

Nel caso deciso dai giudici trentini infatti la contribuente risultava destinataria per l’anno d’imposta 2006 di un avviso di accertamento con il quale il reddito veniva rideterminato in 90.840,00 in relazione ad una presunta causa di non operatività che qualificava la medesima come società di comodo.

Nonostante ciò, continua la sentenza, «la contribuente riusciva a dimostrare che, a causa di una situazione di crisi dovuta all’interruzione del rapporto commerciale con il cliente più importante, al fine di salvaguardare l’integrità degli impianti produttivi, aveva affittato l’azienda e il reddito conseguito, pari ad 21.000,00 coincideva con il valore del canone del predetto affitto».

Conclusioni simili e conseguente inapplicabilità del regime punitivo delle comodo anche nella sentenza n. 66 emessa in data 19/4/2012 dalla Commissione tributaria regionale della Toscana. Secondo i giudici toscani infatti una società che dimostra di essere proprietaria di un unico immobile in corso di costruzione che però non procede nel lavoro per cause ad essa non imputabili (nella specie, ritardo nell’allacciamento della corrente elettrica) non è sottoposta alla disciplina delle società di comodo e non sussiste la necessità tramite l’istituto dell’interpello di vincere la presunzione di non operatività.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Alla fine, dopo un consiglio sospeso e riaggiornato a ieri pomeriggio, l’offerta vincolante per l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scatta l’operazione-pulizia del Recovery Plan. Dal primo giro di orizzonte del gruppo di lavoro di...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Negli ultimi giorni, la stampa è entrata improvvisamente nel mirino di alcuni governi in Europa del...

Oggi sulla stampa