Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Società di comodo, giudizio mirato se si è in liquidazione

di Primo Ceppellini e Roberto Lugano

Lo stato di liquidazione formale della società non è di per sé condizione sufficiente per ottenere la disapplicazione della disciplina delle società non operative. Lo ha già chiarito l'agenzia delle Entrate le circolari 5/E e 44/E del 2007. In questi casi, dunque, si dovrà procedere presentando istanza di interpello con la quale dimostrare la effettività della liquidazione stessa, evidenziando un indirizzo della gestione finalizzato a liquidare l'attivo per far fronte alle poste passive.

Sarà opportuno presentare documentazione idonea a dimostrare il reale intendimento dei liquidatori: ad esempio, oltre ai documenti civilistici obbligatori, i piani di riparto predisposti, i contratti e i preliminari stipulati per la vendita di beni patrimoniali, ma anche una descrizione delle strategie, dell'andamento delle prospettive reddituali e temporali della liquidazione, con l'evidenziazione delle difficoltà che, eventualmente, sono di ostacolo alla proficua realizzazione dei beni.

Riguardo alle disposizioni sulle società di comodo introdotte dalla manovra di ferragosto, si pongono diversi problemi, tra cui:

– quali sono i periodi d'imposta in perdita da considerare per identificare le potenziali società di comodo? Quelli ante liquidazione o anche quelli che si generano durante la fase di liquidazione? Sembrerebbe logico ritenere che i periodi intermedi di liquidazione nei quali si determina un calcolo provvisorio delle imposte in base all'articolo 182 del Tuir non assumano rilevanza perchè non definitivi, ma questo punto meriterebbe un approfondimento ufficiale.

– È ancora valida la disposizione del Provvedimento dell'agenzia delle Entrate del 14 febbraio 2008 che ha previsto l'esclusione, senza presentazione dell'interpello, delle società in liquidazione che si impegnano a cancellarsi entro una specifica data? Per rispondere al quesito diventa importante capire anche se il provvedimento sia applicabile alle nuove fattispecie delle società in perdita sistematica. La risposta sulla validità del provvedimento dovrebbe essere positiva, perchè le istruzioni a Unico 2011 ripropongono la stessa causa di esclusione indicata nel Provvedimento.

Anche il secondo quesito dovrebbe avere risposta positiva: infatti la norma introdotta dalla manovra di ferragosto prevede che «restano ferme le cause di non applicazione della disciplina in materia di società non operative di cui al predetto articolo 30 della legge 724 del 1994». Proprio il comma 4-ter di questo articolo attribuisce al Direttore delle Entrate la possibilità di individuare, con un provvedimento, le situazioni oggettive per cui si disapplica automaticamente la disciplina senza necessità di un'istanza di interpello.

Il provvedimento che ha individuato le cause di disapplicazione trova dunque la sua genesi nello stesso articolo 30 della legge 724/94. Se le indicazioni sopra fornite saranno confermate ufficialmente, le società in liquidazione che manifestano nella dichiarazione dei redditi la volontà di porre termine alla liquidazione e di cancellarsi dal registro delle imprese entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva a quella in cui hanno assunto questo impegno, saranno esonerate dall'istanza di interpello e, quindi, potranno disapplicare automaticamente la disciplina delle società non operative anche nelle nuove fattispecie.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa