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Società benefit tra professionisti

Via libera alla costituzione e alla conseguente iscrizione nella sezione speciale dell’Albo dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di una Società tra professionisti benefit (Stp Sb). La qualifica di «benefit» di una Stp non è infatti incompatibile con l’oggetto sociale della stessa. Ossia di un oggetto esclusivamente diretto all’esercizio di una attività professionale «protetta» da parte dei soci professionisti. La società benefit, fermo restando quanto previsto nel codice civile, deve indicare nell’ambito del proprio oggetto sociale, le finalità specifiche di beneficio comune che intende perseguire; pertanto, nell’oggetto sociale della Stp, oltre all’imprescindibile indicazione dell’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale esercitata dai soci professionisti, andranno indicate le finalità di beneficio comune perseguite.E’ direttamente il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani – con un pronto ordine (PO 77/2021) dello scorso 12 maggio a sua firma – a sostenere che è possibile procedere alla costituzione di Stp Sb.

La società benefit, sottolinea lo stesso presidente, non configura un nuovo modello societario o una specifica forma giuridica; piuttosto, la destinazione delle finalità di beneficio comune perseguite. Qualora la Stp volesse connotarsi come società benefit, l’Albo dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili dovrà verificare che i requisiti che connotano la Stp – come società costituita per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico e il cui atto costitutivo preveda l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci – ricorrano o continuino a essere espressi in modo inequivocabile nell’atto costitutivo.

La caratteristica peculiare delle società benefit (commi 376 e 378, lettera a) dell’art. 1 della legge n. 208 del 28 dicembre 2015) è quella di subordinare l’acquisizione di tale qualifica al perseguimento di «una o più finalità di beneficio comune» in ambito sociale, ambientale, culturale e/o di pubblica utilità.

La Stp, dunque, sarà gestita secondo le regole proprie del tipo societario adottato: tali regole dovranno essere adeguate alle prescrizioni dell’articolo 1, comma 380, della legge n. 208/2015. Questo dispositivo precisa anche che la società benefit, fermo quanto disposto dalla disciplina di ciascun tipo di società prevista nel codice civile, è tenuta a individuare il o i soggetti responsabili a cui affidare funzioni e compiti volti al perseguimento delle finalità della Sb.

Denominazione o ragione sociale. Come previsto dall’art. 1, comma 379, della legge n. 208/2015, la società può introdurre accanto alla denominazione sociale (o alla ragione sociale) le parole «società benefit» o l’abbreviazione «Sb». E può utilizzare tale denominazione nei titoli emessi, nella documentazione e nelle comunicazioni rivolte ai terzi. Questa precisazione implica che la denominazione della società, in qualunque modo formata, contenga l’indicazione di società tra professionisti (Stp) e, preferibilmente, anche l’indicazione di società benefit o l’abbreviazione Sb per motivi di trasparenza.

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