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Social housing, ecco 470 milioni

In arrivo 470 milioni di euro per il recupero degli alloggi sociali. Il piano casa ripartisce tra le regioni 470 milioni di euro per la riqualificazione e il recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica non utilizzati e in stato di degrado. Si tratta di un programma straordinario in grado di rimettere sul mercato gli alloggi con affitto agevolato e calmierato destinato alla vendita, per permettere a chi ha i requisiti di occupare i tanti alloggi non utilizzati. Due le linee di azione: interventi di lieve entità e quelli di ripristino e manutenzione straordinaria. Tutto questo lo prevede il decreto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dal ministero dell’economia e del ministero per gli affari regionali, già registrato dalla Corte dei conti che si appresta ad approdare in Gazzetta Ufficiale.

Due linee di azione. Due le articolazioni dell’ intervento. Il primo comprende interventi di lieve entità, cioè lavori di importo fino a 15 mila euro, pensati per rendere subito disponibili gli alloggi sfitti attraverso interventi di manutenzione e efficientamento energetico. A questo gruppo sono stati destinati 67,9 milioni di euro. La seconda linea riguarda gli interventi di ripristino e manutenzione straordinaria fino a 50 mila euro. Rientrano in questo gruppo i lavori per l’efficientamento energetico degli edifici che portino a una riduzione almeno del 30% dei consumi registrati nell’ultimo biennio, la messa i sicurezza delle parti strutturali e l’adeguamento antisismico, la rimozione di materiali nocivi come piombo e amianto, il superamento delle barriere architettoniche, la manutenzione delle parti comuni e delle pertinenze, il frazionamento e l’accorpamento degli alloggi in considerazione delle diverse esigenze abitative. Questi lavori potranno contare su risorse pari 400 milioni di euro.

Regioni. Gli interventi devono essere predisposti dagli istituti autonomi case popolari (Iacp) o da altri enti con funzioni analoghe e dai comuni ad alta tensione abitativa. Le proposte di intervento sono localizzate nei comuni ad alta tensione abitativa ovvero nei comuni a disagio abitativo individuati nella programmazione regionale. Nel caso in cui le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano non abbiano individuato i comuni ricadenti in zone a disagio abitativo le proposte di intervento sono predisposte sono predisposte dai comuni con popolazione superiore ai 10 mila abitanti. Le proposte vanno presentate alle regioni, che hanno quattro mesi per dichiararle ammissibili ai finanziamenti. I comuni e gli istituti autonomi case popolari (Iacp) trasmettono alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano le proposte di intervento corredate dai relativi cronoprogrammi. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano trasmettono al ministero delle infrastrutture e dei trasporti l’elenco degli ammessi ai finanziamenti e assicurano il monitoraggio dei tempi di utilizzo dei fondi unitamente al monitoraggio degli eventuali stanziamenti regionali.

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