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Soci, punite tutte le violazioni

A pochi giorni dalla scadenza del termine del 12 dicembre previsto per la trasmissione della comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni effettuati dai soci dell’imprenditore non è stata ancora individuata con esattezza, nei provvedimenti ufficiali, la sanzione applicabile in caso di omesso, incompleto o infedele adempimento di quest’obbligo.
Nell’articolo 2, comma 36-sexiesdecies del decreto legge 138/2011 è stato previsto, con riguardo alla comunicazione dei dati relativi ai beni concessi in godimento, che in caso di omissione o infedeltà della stessa è dovuta, in solido tra l’impresa e il beneficiario, una sanzione pari al 30% della differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo. Se, però, il costo non è stato dedotto dall’impresa e la differenza ha concorso a formare il reddito del socio o familiare, la sanzione è ridotta a un importo tra 258 e 2.065 euro.
Si ritiene che non sia configurabile, nei casi in esame, il reato di esibizione o trasmissione di atti o documenti falsi, in tutto o in parte, o di fornitura di dati e notizie non rispondenti al vero, perché l’articolo 11, comma 1 del decreto legge 201/2011 stabilisce che il falso deve essere commesso a seguito delle richieste effettuate nell’esercizio dei poteri di cui agli articoli 32 e 33 del Dpr 600/73 e 51 e 52 del Dpr 633/72.
Il decreto legge 138/2011 non ha, invece, previsto specifiche sanzioni in caso di violazioni dell’obbligo di comunicazione dei dati relativi ai finanziamenti e alle capitalizzazioni. Non risultano, d’altra parte, applicabili quelle relative alla comunicazione relativa ai beni dati in godimento ai soci, non assumendo rilevanza la differenza tra il corrispettivo e il valore di mercato nonché l’eventuale adeguamento alle relative previsioni normative.
Nella rubrica del provvedimento n. 94904 del 2013, concernente le modalità e i termini della comunicazione in esame, è stato affermato che con lo stesso si è inteso dare attuazione all’articolo 2, comma 36-septiesdecies nel quale è previsto che l’Agenzia tenga conto, ai fini della ricostruzione sintetica del reddito, di «qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società». Nelle motivazioni è poi precisato che l’intervento normativo operato con il decreto legge 138/2011 «è volto a rafforzare le misure che presiedono il recupero della base imponibile non dichiarata, tramite lo strumento della determinazione sintetica del reddito».
In base a tale precisazione sembrerebbe che la sanzione avrebbe dovuto essere prevista nell’ambito della stessa disciplina normativa e che, non risultando applicabile quella relativa ai beni assegnati in godimento ai soci, si potrebbe al più fare ricorso alla sanzione amministrativa, di carattere residuale, da 258 a 2065 euro, prevista dall’articolo 11, comma 1, lettera a) del Dlgs 471/1997 con riguardo ai casi di «omissione di ogni comunicazione prescritta dalla legge tributaria … o invio di tali comunicazioni con dati incompleti o non veritieri».
In queste motivazioni è stato, però, ulteriormente chiarito che l’obbligo di comunicazione è stato sancito sulla base dell’articolo 7, dodicesimo comma del Dpr 605/73, secondo il quale il direttore dell’agenzia delle Entrate, ai fini dei controlli sulle dichiarazioni dei contribuenti, può richiedere alle imprese, anche limitatamente a particolari categorie, di effettuare comunicazioni all’Anagrafe tributaria di dati e notizie in loro possesso. Il riferimento alla possibilità che la comunicazione sia “limitata” ad alcune categorie di contribuenti appare, infatti, confermare la legittimità anche di richieste concernenti tutte le imprese interessate dai finanziamenti e dagli apporti, indipendentemente dal regime contabile adottato.
Si ritiene, pertanto, applicabile la sanzione stabilita dall’articolo 13, secondo comma, di questo decreto, secondo il quale chi omette le comunicazioni previste dal precedente articolo 7 è punito con la sanzione amministrativa da 206,58 a 5.164,57 euro, ridotta alla metà in caso di comunicazioni incomplete o inesatte.

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