Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Soci Edipower a un passo dall’intesa

di Cheo Condina

Round finale tra A2A e Iren per chiudere l'accordo su Edipower. Questa mattina, come anticipato da Radiocor, i vertici delle due utility, con l'ausilio di advisor e studi legali, si ritroveranno con l'obiettivo di definire due questioni rimaste sul tavolo: la governance e la valutazione (da cui dipenderanno le minusvalenze degli italiani) del nuovo gruppo al quale fanno capo le nove centrali ex Enel. La soluzione sembra a portata di mano e il clima più disteso, ma il tempo stringe: settimana prossima sono previsti i cda di Edison, Iren, Sel e A2A, oltre all'assemblea della holding Delmi, da cui arriverà l'ok finale al riassetto di Foro Buonaparte.
Per quanto riguarda la governance, Iren ha avanzato richieste un po' in ordine sparso, anche a fronte di un management (lo storico presidente Roberto Bazzano, il dg Andrea Viero e l'ad Roberto Garbati, molto vicino al sindaco torinese Piero Fassino e candidato alla presidenza di Edipower) che sul dossier, negli ultimi tempi, non si è sempre mosso all'unisono. Una cosa sembra tuttavia chiara: l'utility, a dispetto della quota di minoranza poco sopra il 20%, vorrebbe un diritto di veto sulle decisioni strategiche. Per questo, nello statuto della nuova Edipower, caldeggia maggioranze qualificate per determinate delibere. Da parte di A2A (che sarà socio di controllo col 56% circa) c'è la volontà di andare incontro a Iren, ma anche quella di agire da capofila e di mettere a punto una governance che non sminuisca il ruolo degli altri due soci industriali, Sel e Dolomiti Energia, ai quali farà capo complessivamente il 14%. Le utility di Bolzano e Trento, non parteciperanno al tolling (che riguarderà A2A e Iren), ma ritireranno solo energia. Ovviamente ciò dovrà comportare una creazione di valore per entrambi i soci, che vorrebbero anche ottenere una put (in impianti idro) da A2A; il tema della remunerazione dell'equity vale anche per i soci finanziari, Mediobanca, Crt e Bpm, per i quali a maggior ragione si pone il tema di una finestra d'uscita nel medio periodo.
L'altro nodo che verrà affrontato oggi nel vertice A2A-Iren sarà la valutazione di Edipower che, ferma la cessione del pacchetto Edison a 0,84 euro per azione, è l'unica leva su cui possono agire gli azionisti italiani per alleggerire le maxi svalutazioni quantificate in circa 800 milioni. Anche la partecipazione nella ex genco, infatti, porterà delle rettifiche visto che nel deal con Edison viene stimata 1,1 miliardi al netto del debito ma A2A ha in carico il 20% a 398 milioni e Iren il 10% a 220 milioni. I contrasti nascono dal fatto che quest'ultima vorrebbe ridurre al minimo le minusvalenze mentre A2A, pur consapevole che la nuova Edipower avrà un valore superiore a 1,1 miliardi per il ruolo strategico, preferirebbe non forzare la mano su un tema che sarà comunque oggetto di una fairness opinion. In realtà, su Iren pesa anche la fame di dividendi del socio di riferimento Finanziaria Sviluppo Utilities, controllata pariteticamente dai Comuni di Genova e Bologna.
Gli unici proventi della holding, che li utilizza per ripagare gli oneri finanziari, sono infatti le cedole distribuite da Iren, ma in caso di massicce svalutazioni nel 2012 potrebbero venire a mancare. Nel bilancio 2010, la società cita tra i rischi legati alla liquidità «eventuali riduzioni o ritardi nel pagamenti dei dividendi». C'è inoltre un ulteriore elemento di criticità: la quota in Iren, praticamente l'unico asset, è iscritta – previo impairment test – a 831 milioni quando in Borsa ne vale solo 280. Prendere atto, solo parzialmente, della perdita di valore avrebbe effetti molto pesanti sul bilancio.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa