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Per i soci delle banche (e di Unipol) la posta è alta

Se il matrimonio Intesa-Ubi andasse in porto nascerebbe il settimo gruppo bancario in Europa per ricavi. Proviamo a capire cosa può cambiare per gli azionisti delle due banche e anche per quelli di Bper e UnipolSai, altri attori coinvolti.

Gli azionisti di Ubi

Di sicuro i primi effetti già ci sono stati. Considerato il forte balzo in Borsa del titolo che in due sedute ha guadagnato più del 30% passando da 3,3 euro ad azione a 4,29. Quindi per ipotesi chi vendesse ora porterebbe a casa un guadagno considerevole. Un guadagno che già incorpora l’ipotesi che il matrimonio vada a buon fine. Ovviamente gli azionisti di Ubi banca avranno un ruolo decisivo per l’esito dell’operazione. Saranno loro a decidere se aderire accettando (se sarà confermato) il concambio 17 azioni Intesa per 10 azioni Ubi (vale la maggioranza assoluta). In caso di matrimonio il titolo Ubi verrebbe delistato per confluire nelle azioni del nuovo gruppo. Nella scelta potrebbero giocare un ruolo decisivo i conti stimati dell’operazione, ovvero sinergie per 730 milioni di euro. Si stima infatti che il nuovo gruppo avrà meno costi e più ricavi. E probabilmente dividendi più alti da distribuire. Secondo gli analisti di Jp Morgan, Intesa ora può puntare a «oltre 20 centesimi di dividendo per azione dal 2020, pari a un ritorno dell’8% annuo».

Gli azionisti Intesa Sanpaolo

Gli investitori al momento sono convinti che l’operazione sulla carta possa essere “win-win” (favorevole ad entrambe le banche). Lo dimostra il fatto che contrariamente a quanto accade di solito – il compratore perde terreno in Borsa e la “preda” guadagna – in questo caso si sono apprezzate anche le azioni del compratore, ovvero Intesa. Nelle ultime due sedute il prezzo è salito da 2,5 a 2,6 euro, un +4% da non trascurare. Gli azionisti di Intesa Sanpaolo giocheranno un ruolo determinante nella partita: sono loro in assemblea a dover dare l’ok definitivo all’offerta. Nella decisione potranno certo pesare i conteggi sulle sinergie potenziali che, qualora centrate, farebbero crescere utili e dividendi del gruppo.

Azionisti Bper e Unipol

Bper ha sottoscritto con Intesa un contratto che prevede, in caso di successo dell’offerta su Ubi banca, l’acquisto di un ramo d’azienda composto da circa 1,2 milioni di clienti distribuiti su 400/500 filiali bancarie del Nord Italia. L’accordo prevede anche la cessione a Bper di un ammontare complessivo di crediti netti verso la clientela pari ad almeno 20 miliardi e attività ponderate per il rischio non superiori a 15,5 miliardi.

Quanto a Unipol – che detiene il 19,7% di Bper – andrebbe a rilevare i rami d’azienda delle compagnie assicurative Bancassurance Popolari, Lombarda Vita e Aviva Vita partecipate da Ubi Banca.

Dopo un iniziale rialzo, i titoli di Bper ieri sono sprofondati del 10% a 4,18 euro. Dietro il calo – spiega un trader – c’è il calcolo che per far fronte all’impegno preso Bper dovrebbe effettuare un aumento di capitale al momento non prezzato dal mercato. Ieri invece hanno chiuso poco mosse le azioni di Unipol (+1,4%) UnipolSai (-0,46%). Secondo gli analisti di Websim «qualora i presupposti si avverassero, l’impatto per i conti UnipolSai sarebbe positivo. A fronte di un cash-out per l’acquisto dei portafogli stimabile in circa 600/700 milioni, con un contributo agli utili in progressivo calo ma pari a circa 50/60 milioni nel 2020 (8/10% degli utili attesi per il 2020)».

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