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Soci di capitale limitati

Divieto di partecipazione a più Stp per i soci di capitale. L’incompatibilità è, infatti, valida anche nei confronti dei soci di investimento. Lo ha chiarito il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in un pronto ordini (241/2016) diffuso in risposta a un quesito dell’Ordine dei commercialisti di Ancona.

Incompatibilità.

Il Cndcec prende le mosse dal comma 6 dell’art. 10 della legge 183/2011, dove si dispone che «la partecipazione a una società è incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti». Inoltre, l’art. 6 del dm n. 34 dell’8 febbraio 2013, recante il regolamento in materia di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, integra tale disposizione prevedendo che l’incompatibilità «si determina anche nel caso della società multidisciplinare e si applica per tutta la durata dell’iscrizione della società all’ordine di appartenenza». Il Cndcec richiama poi uno studio del Consiglio nazionale del notariato e una circolare dell’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, dove si afferma che tali disposizioni, non operando alcuna distinzione tra socio professionista e non, «inducono a ritenere che la regola dell’incompatibilità debba applicarsi nei confronti di tutte le categorie di soci». Per cui, viene escluso che un socio professionista di una stp possa partecipare in qualità di socio di capitale ad altra stp.

Tirocinio. In un altro pronto ordini (208/2016), il Consiglio nazionale chiarisce che gli ordini territoriali possono stabilire una quota di partecipazione al corso di formazione sostitutivo del tirocinio. Nel quesito dell’ordine di Napoli veniva infatti chiesto se per i corsi sostitutivi della pratica professionale fosse possibile fissare un numero minimo di partecipanti per l’avvio di ogni corso e stabilire una quota di iscrizione a carico del tirocinante. Il Cndcec osserva che il regolamento per lo svolgimento del tirocinio tramite corso di formazione professionale prevede espressamente che nella proposta di istituzione del corso sia indicato un numero minimo di partecipanti, al di sotto del quale il corso non viene effettuato. Per quanto riguarda invece la possibilità di istituire una quota di partecipazione, il Cndcec risponde in senso affermativo dato che «non è previsto che i corsi debbano essere gratuiti». Un terzo pronto ordini (269/2016) sempre di questi giorni riguarda invece la compatibilità dell’attività di dottorato presso l’università con lo svolgimento del tirocinio. Il Cndcec chiarisce che non esistono ipotesi di incompatibilità purché siano rispettati i requisiti di assiduità previsti dalla normativa vigente, ossia 20 ore settimanali presso lo studio nel suo orario di normale funzionamento, salvo quanto previsto in tema di effettuazione del tirocinio contestuale agli studi.

Gabriele Ventura

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