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Snam, via al closing di Desfa Battilana sarà il nuovo ceo

Snam chiude il cerchio attorno all’acquisizione del 66% di Desfa, l’operatore greco del trasporto del gas, e prepara un cambio al vertice dell’azienda ellenica. Il consorzio composto dalla società guidata da Marco Alverà (60%), Enagas (20%) e Fluxys (20%), ha completato ieri l’operazione tramite il nuovo veicolo Senfluga Energy Infrastructure Holdings, che ha messo sul piatto 535 milioni di euro dopo aver ottenuto anche un finanziamento non recourse ultradecennale, corrispondente a circa il 65% dell’enterprise value.
Una volta archiviato il closing, a stretto giro arriverà quindi la nomina di Nicola Battilana a nuovo ceo di Desfa. Ingegnere, 51 anni, da oltre venti in Snam, si occupa di estero da cinque anni. Dal 2015 a settembre scorso, è stato a capo di Tag, l’azienda austriaca detenuta all’85% da Snam e proprietaria del gasdotto che assicura il trasporto del gas russo in Italia, via Austria. «Oggi (ieri per chi legge, ndr) il consorzio composto da Snam, Enagas e Fluxys ha perfezionato l’acquisizione di Desfa, l’operatore greco nel settore delle infrastrutture del gas naturale – ha commentato ieri il ceo Alverà -. Questa operazione è un’ulteriore tappa del percorso di crescita internazionale di Snam e testimonia la leadership dell’Italia nel settore delle infrastrutture di energia sostenibile». L’ingresso di Snam in Desfa, ha proseguito il numero uno, «potrà contribuire allo sviluppo del mercato greco e alla creazione di un sistema energetico europeo sempre più integrato, sicuro e pronto alla transizione, a beneficio di consumatori e imprese. Ci impegneremo inoltre a dare impulso ai nuovi utilizzi del gas naturale e rinnovabile anche in Grecia e nell’area mediterranea, così come stiamo già facendo in Italia».
L’obiettivo dell’alleanza capeggiata da Snam è quello di fare della Grecia un hub internazionale per la sua posizione strategica nel corridoio meridionale del gas e un crocevia fondamentale per i nuovi approvvigionamenti che potrebbero arrivare in Europa da Nord (per esempio, dalla Russia e dal Caspio), da Est (via Medio Oriente) o da Sud, sfruttando l’enorme potenziale che passa attraverso il Mediterraneo (dall’Egitto a Israele, fino a Cipro) e che potrebbe disegnare ulteriori rotte. Senza contare la possibilità di replicare nel paese quella diversificazione già sperimentata “in casa”. Ergo, spingere, come sta facendo Snam in Italia e in Francia, attraverso il suo “braccio” Teréga, l’uso del gas nei trasporti (gas naturale compresso e biometano) o il ricorso al power-to-gas (la tecnologia che permette di stoccare l’elettricità rinnovabile e di trasformarla in metano sintetico da utilizzare nelle infrastrutture gas esistenti), portando a valore anche qui la “dote” di Desfa, che ha in pancia circa 1500 chilometri di rete, ma soprattutto un terminale di rigassificazione a Revithoussa, sulla costa orientale dell’isola, l’unico di fatto in tutta l’Europa del sud. E proprio a Revithoussa è stato appena inaugurato il terzo serbatoio che aumenterà il tasso di rigassificazione del 40%, consentendo alla Grecia di ricevere carichi di gas naturale liquefatto più grandi, come quelli in arrivo dagli Usa.
Non a caso, la prima spedizione di Gnl dal Texas approderà proprio sulle coste elleniche. La petroliera Maria Energy Lng, che trasporta il primo carico dal terminale di Cheniere Energy vicino a Corpus Christi, capoluogo della contea di Nueces, nello Stato americano, ha lasciato l’impianto nei giorni scorsi e dovrebbe raggiungere Revithoussa il prossimo 29 dicembre. A confermarlo, giovedì scorso, è stato il ministero greco dell’Energia che ha indicato la deadline di fine anno per l’arrivo del carico nel serbatoio di nuova costruzione e ha sottolineato come l’accordo dimostri gli sforzi di entrambe le parti nel rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza energetica.

Celestina Dominelli

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