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Snam, utili e debito battono le attese

Sfruttando la spinta che arriva soprattutto dal business regolato, Snam arriva al giro di boa del trimestre facendo segnare un progresso sia sul fronte dei ricavi, a quota 616 milioni, con un rialzo del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2017, sia in termini di marginalità, con l’Ebitda pari a 522 milioni (+1,6%) e l’Ebit a 355 milioni (+0,6%), mentre l’utile netto, che si attesta a 254 milioni, risulta invariato se confrontato con il primo trimestre dello scorso anno, ma supera le attese degli analisti raccolte da Bloomberg, come peraltro l’indebitamento. Su quest’ultimo fronte, l’asticella per la società guidata da Marco Alverà si attesta a 11,4 miliardi di euro, con una netta contrazione sul dato di fine dicembre (11,5 miliardi).
Il positivo flusso di cassa netto da attività operativo (775 milioni di euro), si legge nella nota diffusa ieri dalla spa dei gasdotti, ha consentito di finanziare gli investimenti netti del periodo (240 milioni di euro, a quota 156 milioni, invece, quelli tecnici) e di generare un free cash flow di 535 milioni di euro. Un segnale importante, come ha sottolineato ieri lo stesso ceo: «Particolarmente significativa – ha commentato infatti Alverà – è stata la generazione di cassa, che ci ha permesso di ridurre l’indebitamento finanziario netto di 110 milioni di euro nonostante il pagamento dell’acconto del dividendo (294 milioni, ndr) e la continua attività di share buy back (139 milioni di euro per l’acquisto di azioni proprie, ndr)». Il top manager ha poi ricordato la recente aggiudicazione al consorzio capeggiato da Snam – che vede in campo anche Fluxys ed Enagas – della gara per la privatizzazione dell’operatore greco Desfa, il cui closing è atteso nella seconda parte dell’anno. «Il nostro obiettivo strategico – ha quindi ribadito Alverà – è rafforzare la presenza di Snam in Europa e nel Mediterraneo e sostenere il ruolo centrale del gas naturale per la sicurezza e la competitività degli approvvigionamenti e la decarbonizzazione».
Quanto alla performance operativa, a fine marzo i volumi di gas immesso in rete ammontano a 18,76 miliardi di euro, in lieve calo sul livello del primo trimestre 2017 (-1,1%), per via principalmente delle maggiori erogazioni dagli stoccaggi, mentre la domanda di gas è stata pari a 26,05 miliardi di metri cubi (+1,3%), spinta soprattutto dalla continua ripresa della produzione industriale. La capacità disponibile di stoccaggio, infine, ha toccato quota 12,2 miliardi di metri cubi (+0,2 miliardi di metri cubi sui primi tre mesi del 2017), pressocché interamente conferita per l’anno termico 2017-2018 (99,9%).

Celestina Dominelli

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