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Snam, prima tappa per il «reverse flow» del gas nel Nord Italia

Snam si avvia a grandi passi verso un primo, importante, step che consentirà all’Italia di disporre, a partire dal prossimo ottobre, di 4-5 milioni di metri cubi di gas al giorno di capacità di trasporto in controflusso a Passo Gries (il punto di interconnessione con la Svizzera) per arrivare, nel giro di un anno, a regime, fino a 40 milioni di metri cubi/giorno (circa 13 miliardi di metri cubi su base annua). Un progetto, quello del “reverse flow”, cioè la capacità di rendere bidirezionali i flussi di consumo del gas, che rappresenta uno dei tasselli principali della road map per la rete italiana predisposta dalla società guidata da Marco Alverà. Quest’ultimo, come si ricorderà, nel presentare a metà marzo, a Londra, il piano strategico 2017-2021 da 5 miliardi di investimenti, aveva sottolineato che una fetta significativa (2,5 miliardi) sarebbe stata destinata alla manutenzione e allo sviluppo delle pipeline esistenti, mentre 1,4 miliardi avrebbero costituito lo sforzo messo in campo per le attività di sviluppo, a cominciare proprio dal completamento del reverse flow oltre che dal potenziamento del sito di stoccaggio di Fiume Treste e dalla realizzazione di un nuovo metanodotto da 55 chilometri per collegare la rete nazionale al Tap, il gasdotto transadriatico che porterà il gas azero in Italia.
Il traguardo intermedio arriverà non appena saranno ultimate alcune opere: la costruzione di due nuove centrali di compressione (Sergnano e Minerbio); il rafforzamento di un impianto già esistente (Poggio Renatico); e, infine, la realizzazione di altri 60 chilometri di nuovi “tubi”, dopo i 20 km già completati, nel tratto tra Cervignano D’Adda e Mortara, con i lavori partiti nei mesi scorsi. Per mettere la rete italiana nelle condizioni di funzionare da “hub” naturale del gas all’interno del sistema europeo, come ribadisce peraltro la nuova Strategia energetica nazionale (Sen) appena pubblicata dal governo – che ha aperto la consultazione pubblica nei giorni scorsi -, Snam dovrà però lavorare non solo sulla reversibilità dei flussi (non a caso, giudicata cruciale dalla stessa Sen), ma anche sul potenziamento della capacità di trasporto lungo la direttrice Sud-Nord (la cosiddetta “linea Adriatica”). In questo senso, va letto l’impegno della società nella realizzazione della nuova pipeline da 55 km che, come detto, garantirà la connessione tra il sistema nazionale e i nuovi flussi di gas in arrivo dall’Azerbaijan via Tap.
Avanti tutta, quindi, con il reverse flow e non solo in Italia. Anche l’operatore francese GRTgaz ha infatti confermato, con un cronoprogramma simile a quello di Snam, un impegno significativo per aumentare la capacità di trasporto del gas in controflusso al punto di scambio di Oltingue, al confine con la Svizzera. Il piano francese, su cui l’Authority transalpina per l’energia (Cre) ha avviato una consultazione pubblica nei giorni scorsi, prevede, a fronte di un investimento di circa 15 milioni di euro, la graduale messa a disposizione, tra aprile e ottobre 2018, di 9,1 milioni di metri cubi di gas al giorno su base continua (e altrettanti “interrompibili”), vale a dire 3,3 miliardi di metri cubi l’anno, che andranno ad ampliare la disponibilità già esistente. E che, alla luce dell’analogo sforzo dei paesi vicini, serviranno altresì ad accelerare l’obiettivo dell’energy union perseguito da Bruxelles, intenzionata a eliminare anche le ultime barriere ancora presenti nel mercato europeo dell’energia.

Celestina Dominelli

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