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Snam si allea con la belga Fluxys

di Laura Galvagni

Snam va Oltreconfine. Mentre imperversa la polemica sulla necessità che l'azienda venga separata anche societariamente dall'Eni, entrando così a pieno titolo nel pacchetto liberalizzazioni, il gruppo sigla il suo primo accordo strategico. Un'intesa che, secondo quanto spiegato dall'amministratore delegato Carlo Malacarne in questo colloquio con Il Sole 24 Ore, trasformerà la società nel punto di riferimento chiave in Europa per le infrastrutture del gas. Più nel dettaglio, Snam sta formalizzando un'alleanza con Fluxys, primo operatore belga nonché hub del gas per il Nord Europa. Un risultato che Malacarne ritiene sia stato raggiunto anche grazie al know-how e alla struttura che il gruppo si è dato: quattro business, trasporto, stoccaggio, rigassificazione e distribuzione, sinergici tra loro e soprattutto fortemente integrati. Una dimensione emersa ancor più chiaramente a valle dell'adozione del modello Ito, ossia della creazione del gestore indipendente della rete, che ha fatto in modo che Snam diventasse una holding con quattro società operative controllate.
Recentemente si è tornato a parlare di una vostra separazione proprietaria dall'Eni come mezzo per favorire la liberalizzazione del settore gas e una relativa discesa dei prezzi. In molti pensano sia una medicina amara ma necessaria per il mercato, cosa ne pensa?
Con l'adozione a giugno scorso del modello Ito, abbiamo rivoluzionato la struttura per certificare l'indipendenza della rete del gas. In questo modo è parso, se possibile, ancora più chiaramente che il valore dell'azienda sta nel fatto stesso di operare in quattro business regolamentati altamente sinergici e collegati tra loro, in particolar modo questo è vero per trasporto, rigassificazione e stoccaggio.
Ma riguardo alla possibile ingerenza dell'Eni?
Eni è e continua a essere il nostro azionista tuttavia a livello gestionale non ha alcuna influenza, tanto più sui rapporti con i nostri clienti. Non riesco poi a capire come si possa dire che l'attività di trasporto in Italia incida sul prezzo del gas: l'accesso alla rete e le sue condizioni sono decise dal regolatore. Snam da quando è quotata, o meglio dal 2002, ha investito 7 miliardi sul trasporto. Questo ha contribuito a far sì che l'utilizzo della rete non sia mai stato rifiutato né sia stato negato l'accesso ai clienti.
E la possibilità che venga tolta dal perimetro di Snam la sola rete gas, come la valuta?
Credo che su questo tema si sia fatta un po' di confusione, complice il recente cambio di denominazione della società, può essere che qualcuno continui a parlare di Snam Rete Gas, che ora è la controllata, facendo in realtà riferimento alla holding, ossia a Snam. In ogni caso, è un'eventualità che non ha senso. Separare il trasporto dallo stoccaggio è controproducente andrebbe a impattare significativamente sul bilanciamento della rete.
Più o meno un anno fa lei candidava Snam a diventare operatore di riferimento per lo sviluppo del mercato regolato del gas in Europa, a che punto siamo?
Oggi abbiamo individuato un soggetto con il quale possiamo portare avanti questo progetto. Si tratta della belga Fluxys. Con loro stiamo cercando di definire una strategia comune, un'alleanza per realizzare una rete europea. Fluxys è difatto l'hub del gas per il Nord Europa noi vogliamo diventare l'hub per il Sud, assieme possiamo collegare le infrastrutture italiane a quelle del Nord.
Come contate di farlo?
Fluxys ha più o meno il 50% di Transitgas e di Tenp, ossia i due gasdotti che attraverso Svizzera e Germania collegano l'Italia al Nord Europa. Inoltre ha una partecipazione anche in Interconnector, ossia il gasdotto che connette Europa e Gran Bretagna.
Transitgas e Tenp sono gli asset venduti da Eni a settembre scorso.
Sì, li ha ceduti su richiesta dell'Antitrust europeo. Il nostro obiettivo è, in piena coerenza con il terzo pacchetto energia, ricoprire un ruolo di primo piano nel favorire la creazione di una rete comune che permetta agli operatori italiani di far arrivare il proprio gas, ad esempio in Inghilterra attraverso infrastrutture già esistenti, semplicimente grazie a degli accordi commerciali. È un accordo cruciale per Snam ma lo è anche per il paese che può sperare non solo in un aumento della capacità di tarsporto ma soprattutto in una maggiore flessibilità di approvvigionamenti.
Snam ha di fatto stanziato 1,5 miliardi di euro per l'espansione all'estero. Questo accordo assorbirà parte delle risorse?
L'accordo con Fluxys prevede che si valuti di volta in volta, progetto per progetto, su che cosa conviene investire. Essendo in due, peraltro, la capacità di investimento è di fatto raddoppiata.
Il collegamento con Interconnector potrebbe essere il primo passo?
Ci stiamo lavorando può essere che a breve ci siano novità. In ogni caso l'aspetto fondamentale è che l'accordo candida Snam a diventare davvero l'operatore di riferimento del gas a livello europeo, significa allargare sensibilmente le nostre possibilità di business.

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