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Snam si allea con Edf per conquistare la Francia

MILANO — Fino a pochi mesi fa stavano su fronti opposti e si facevano concorrenza. Soprattutto sul mercato italiano. Ma nel volgere di un paio di stagioni, la situazione tra Snam, la società che garantisce la distribuzione del metano lungo tutta la penisola, ed Edf. la società di stato francese numero uno nel settore dell’energia dell’Eurozona si è capovolta. Da rivali, ora sono alleate nella gara economicamente più rilevante in corso nel Vecchio Continente: l’asta per rilevare 5mila chilometri di gasdotti di proprietà della Total nel sud-ovest della Francia.
È uno degli effetti della separazione, in un primo tempo gestionale ma dall’estate scorsa anche proprietaria, tra Snam ed Eni, la sua controllante storica. Anche contro di loro, Electricité de France ha battagliato, nelle ultime stagioni, per inserirsi nel mercato della vendita del gas in Italia attraverso Edison, il gruppo milanese finito da una decina di anni nell’orbita del colosso transalpino.
Autonoma da Eni grazie al passaggio sotto la Cassa Depositi Prestiti, oltre a contribuire alla liberalizzazione del mercato, Snam ora può legittimare il suo disegno industriale: diventare uno degli operatori di riferimento per la distribuzione del metano in tutta Europa. Un progetto che gode anche del beneplacito di Bruxelles, che punta sulla razionalizzazione sia della rete, sia delle tariffe di trasporto. Per farlo, Snam ha messo in cantiere una serie di acquisizioni di assi strategici lungo i quali corre il gas dell’Eurzona. La prima, meno di un anno fa, l’ha vista rilevare il gasdotto che corre sotto la Manica e collega, di fatto, i giacimenti del mare del Nord con il Continente. Operazione condotta da assieme all’operatore belga Fluxys (in realtà, una public company controllata da un plotone di fondi pensione e fondi di investimenti).
Il passo successivo passa per la Francia. Snam in cordata con Edf e il fondo sovrano di Singapore ha presentato una della quattro proposte entrate nella short list da cui il gruppo Total sceglierà il vincitore della gara indetta per la cessione della sua rete. Non avranno vita facile. La seconda cordata mette insieme la Casse de Depots (l’equivalente della nostra Cdp) e l’operatore belga Fluxys. L’operatore spagnolo Enagas e il fondo di investimento canadese Bereolis sono il terzo pretendente, mentre Axa private equity, un fondo legato al Credit Agricole e il fondo sovrano di Abu Dhabi chiudono il lotto dei pretendenti.
Da segnalare due aspetti della gara. Uno politico: in tutte e quattro le cordate sono presenti società francesi, a dimostrazione di come occorra sempre scendere a patti con Parigi per entrare nel mercato transalpino. Il secondo industriale: i 5mila chilometri di tubi corrono nell’area compresa tra la Spagna e l’Italia e mettono così in collegamento la rete della penisola iberica con il resto d’Europa. Ma hanno bisogno di un ampliamento: al momento accade che i sei rigassificatori spagnoli non riescano a esportare gas anche quando potrebbero – per la scarsa capienza del tubo che ora passa i Pirenei. Ma questo sarà compito del vincitore.

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