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Snam, il mercato unico del gas debutta in Francia

Un primo effetto è già visibile perché, dopo le criticità registrate negli inverni scorsi, non dovrebbero registrarsi nuovi allarmi gas in Francia anche in presenza di picchi di freddo eccezionali. Merito della nuova regolazione sugli stoccaggi, ma anche dell’unificazione del mercato francese del gas che vede in prima linea Teréga, la partecipata transalpina di Snam.
È infatti diventata operativa la nuova area unica, che è stata ribattezzata Trf (Trading Region France) e che è costituita da due zone di bilanciamento (uno per Teréga e uno per GRTgaz-Engie) e un punto di scambio del gas (Peg). Un approdo fondamentale per il mercato francese, la cui frammentazione aveva prodotto nel tempo un forte differenziale di prezzo nella zona sud del paese. Il progetto ha comportato l’introduzione di meccanismi di mercato come “lo spread localizzato”, vale a dire la contrattazione da parte dei due Tso (Teréga e GRTgaz per l’appunto) di un acquisto di gas a valle della congestione e della vendita a monte della stessa in modo simultaneo per ridurre gli squilibri. E ha richiesto altresì nuove infrastrutture di rete per accrescere la capacità di trasporto nord-sud.
Nel dettaglio, gli investimenti hanno toccato gli 872 milioni di euro, di cui 720 milioni per GRTGaz e 152 milioni per il “braccio” francese di Snam. Con quest’ultima impegnata nel progetto Gascogne-Midi che ha comportato una nuova canalizzazione di 62 chilometri tra Lussagnet (Landes) e Barran (Gers) per rafforzare l’arteria di Gascogne e l’aggiunta di un compressore nella stazione già esistente di Barbaira per irrobustire quella di Midi. Mentre la controllata di Engie ha dovuto posare un tubo da 190 chilometri tra Etrez e Voisines.
Completato il mercato unico del gas, proseguono invece i lavori dei due Tso per il progetto pilota di power to gas, Jupiter 1000, il primo nel paese di conversione dell’energia verde connesso alla rete del gas e il primo dalle dimensioni molto consistenti. Il power to gas consente di produrre gas sintetico sfruttando l’energia elettrica generata in eccesso da fonti rinnovabili intermittenti come il sole e il vento, per poi trasformarla in idrogeno grazie al processo di elettrolisi. Idrogeno che, a sua volta, può essere introdotto direttamente in rete oppure combinato con l’anidride carbonica per essere convertito in metano, da far circolare nei gasdotti o, in alternativa, da stoccare localmente. Il progetto che vede impegnati Teréga e GRTgaz con altri partner, prevede la costruzione di una piattaforma pilota di produzione dell’idrogeno a Fos-sur-Mer, nei pressi di Marsiglia, associata a un sito industriale per catturare le emissioni di anidride carbonica e generare il metano di sintesi.

Celestina Dominelli

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