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Snam firma un accordo con Eni per sviluppare le stazioni a metano

L’obiettivo era contenuto nero su bianco nel piano strategico presentato dalla società agli inizi di marzo: 150 milioni da investire, da qui al 2021, per realizzare fino a 300 distributori di gas per autotrazione (Cng, gas naturale compresso), con le prime stazioni in arrivo nel corso del 2018. Così, dopo la lettera d’intenti siglata a dicembre con Api(per 150 nuovi impianti dentro la rete Ip), Snam ha compiuto ieri un altro importante passo avanti, firmando un accordo quadro, questa volta con Eni, per spingere ulteriormente lo sviluppo della rete distributiva nella penisola. «Questo è un accordo molto importante – spiega al Sole 24 Ore il numero uno di Snam, Marco Alverà – che rappresenta una conferma e un’accelerazione dei nostri piani. Ed evidenzia la capacità di fare sistema in un settore chiave come quello della mobilità sostenibile in cui l’Italia ha già una leadership e può ulteriormente consolidarla nel quadro della neutralità tecnologica necessaria tra tutte le fonti alternative».
Ad aprire la strada è stata, come si ricorderà, la direttiva Ue Dafi sui carburanti alternativi, recepita in Italia all’inizio di dicembre – e corroborata di recente anche dalla Strategia energetica nazionale -, che ha spinto la Snam ad accelerare in questa direzione, stringendo da subito un patto prima con le aziende leader nella produzione dei veicoli (Fca e Iveco) e poi, a stretto giro, con gli operatori, da Api a Eni, per l’appunto. L’obiettivo dell’intesa annunciata ieri è di arrivare a costruire più di 100 stazioni che, unite a quelle oggetto dell’asse con Api, porterebbero la spa dei gasdotti molto vicina al target di 300 impianti indicato nell’ultimo piano strategico.
La partnership punta a realizzare nuovi distributori di gas naturale compresso e liquefatto all’interno della rete nazionale Eni favorendo così l’offerta di carburanti alternativi a basse emissioni come il gas naturale in un paese, come l’Italia, che è il primo mercato europeo per consumi di metano per autotrazione (con oltre un miliardo di metri cubi consumati nel 2015) e che conta già circa un milione di veicoli in circolazione. Eni, da parte sua, con questa iniziativa, rafforzerà la sua offerta per la mobilità sostenibile dal momento che, su una rete di 4400 impianti, 3500 già erogano diesel+, il diesel premium con il 15% di componenti rinnovabili prodotte da oli vegetali presso la bioraffineria di Venezia, mentre circa mille impianti erogano Gpl e metano (di cui 2 Lng e 180 Cng).
A questo punto, il passo successivo sarà rappresentato dai contratti di locazione per i singoli impianti, la cui ubicazione sarà decisa in funzione della domanda e della strategia delle varie regioni. Con Snam che ha già avviato il confronto con le amministrazioni locali per favorire la diffusione del gas per autotrazione anche nel trasporto pubblico locale.

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