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Smog, l’ultimatum dell’Europa all’Italia

La Commissione europea ha lanciato un ultimatum per sollecitare interventi contro l’eccessivo inquinamento dell’aria ai governi di Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Dovranno presentare a Bruxelles piani con misure adeguate entro la fine della settimana prossima, dopo non aver rispettato i ripetuti richiami comunitari sugli sfondamenti dei limiti massimi per molti anni. L’alternativa è il rinvio davanti alla Corte europea di giustizia di Lussemburgo per la definizione di ingenti multe.

Numerosi altri Paesi membri dell’Ue non hanno affrontato in modo sufficiente l’eccessivo inquinamento dell’aria. Ma, rispetto alle situazioni di Italia, Germania, Francia e degli altri sei Stati, mantengono maggiori margini di azione prima di rischiare di essere rinviati alla Corte europea di giustizia per le sanzioni previste.

Sarebbero complessivamente ben 130 le città europee (incluse Torino e Milano) con livelli di smog ad alto rischio. La Commissione europea stima, a causa dell’eccessivo inquinamento atmosferico, circa 400 mila morti premature all’anno in Europa e numeri ancora più alti per le malattie respiratorie e cardiovascolari. Il costo per i servizi sanitari degli Stati è quantificato in una ventina di miliardi di euro annui.

Il commissario Ue per l’Ambiente, il maltese Karmenu Vella, ha annunciato l’ultimatum convocando in un vertice a Bruxelles il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e i rappresentanti degli altri otto governi egualmente sottoposti a procedura d’infrazione comunitaria. L’Italia è sotto accusa per le eccessive concentrazioni sia di biossido di azoto che di particolati. «Durante il nostro confronto ci sono state proposte positive — ha affermato Vella —. Ma a prima vista non sono abbastanza importanti da cambiare la situazione generale. La sola cosa che tratterrà la Commissione da andare in Corte Ue è che quanto i Paesi mettono sul tavolo permetta di raggiungere i target senza ritardi». Galletti ha ammesso che il problema dell’eccessivo inquinamento in Italia «esiste» e «dura da anni».

Ma ha aggiunto che gli interventi del governo vanno «nella giusta direzione» ed è convinto di poter dimostrare l’attuazione di «azioni molto forti» nel «dialogo» sviluppato con «quattro incontri in pochi mesi» con la Commissione europea. «Le rassicurazioni non bastano — ha criticato l’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini —. L’Italia è al primo posto per inquinamento atmosferico in Europa e centinaia di migliaia di cittadini si ammalano per problemi respiratori. I decessi per smog sono in aumento vertiginoso».

Ivo Caizzi

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