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Smartworking, gli accorgimenti per tagliare i costi

Con l’emergenza sanitaria il modo di lavorare e di studiare è cambiato: la maggior parte della popolazione ha dovuto infatti optare per lo smartworking e i più giovani hanno dovuto fare i conti con la didattica a distanza. Se questa nuova situazione può presentare dei vantaggi, per esempio l’azzeramento del tempo per il tragitto da casa al lavoro, ha anche portato, soprattutto per le famiglie con figli, un aumento dei consumi energetici e, quindi, della spesa complessiva per le utenze domestiche come gas e luce e la connessione a internet indispensabile per il lavoro e lo studio domestico.

Per risparmiare si possono adottare vari accorgimenti, come cercare di ridurre i consumi energetici il più possibile, per esempio sfruttando la luce naturale e facendo attenzione all’utilizzo degli elettrodomestici e del riscaldamento, oltre che valutare attentamente il proprio piano tariffario.

I costi dello smartworking. Il lavoro da casa e la didattica a distanza hanno fatto aumentare le bollette nel 2020. Secondo l’osservatorio di SOStariffe.it si tratta di una crescita che in media è tra 145 e 268 euro. L’indagine del comparatore ha infatti stimato le maggiorazioni di spesa relative alla fornitura di luce e gas ma anche di connessione web da rete fissa, esaminando tre profili di consumatore, ovvero il single, la coppia e la famiglia.

Si è calcolata la spesa media annuale di ciascuno e, tramite simulazioni, si è potuto valutare l’incremento dei consumi dovuto alle nuove attività da casa: è emerso che, nel complesso, i single hanno pagato 145 euro in più, le coppie hanno aggiunto 193 euro alle bollette e, infine, le famiglie hanno dovuto mettere in conto 268 euro in più.

Andando più nel dettaglio, è emerso che i single, nel corso dell’anno passato, hanno speso per le tre utenze un totale di 1.116 euro (di cui 719 euro per luce e gas e 397 euro per internet). Le coppie, nel complesso, hanno dovuto sostenere una spesa di 1.484 euro per le bollette (che comprende 1.087 euro di luce e gas e 397 euro di internet).

Il profilo di consumatore che ha risentito di più dei rincari dovuti allo smartworking è costituito dalle famiglie (quelle considerate dallo studio SOStariffe.it sono composte da due genitori e un figlio): in media, infatti, i nuclei familiari hanno sborsato 2.058 euro per le bollette (di cui 1.661 euro per la luce e il gas e 397 euro per la connessione da rete fissa).

I consigli per risparmiare. È possibile ridurre almeno in parte le spese adottando alcuni accorgimenti. Su questo fronte, tra i consigli dell’Unione nazionale consumatori c’è cercare di ridurre il consumo di energia elettrica, per esempio posizionando la postazione di lavoro in un luogo luminoso, magari davanti a una finestra. Un altro suggerimento è utilizzare lampadine a led che consumano il 90% in meno rispetto alle vecchie lampadine a incandescenza (ormai non più in commercio ma a volte ancora presenti nelle case) e il 50% rispetto alle lampadine a fluorescenza. Inoltre, le lampadine a led hanno una durata 10 volte superiore rispetto a quelle a fluorescenza.

Poi conviene impostare il computer e il monitor con lo spegnimento dello schermo dopo alcuni minuti di inattività, visto che gli screen saver sono poco utili e consumano molta energia. In generale è meglio impostare i dispositivi elettronici in modalità risparmio energetico. Per chi ha un contratto per l’energia elettrica a fasce orarie (sia nel mercato di tutela che nel mercato libero) occorre concentrare, se possibile, l’utilizzo degli elettrodomestici che consumano di più (come il ferro da stiro, la lavatrice, la lavastoviglie, le stufe elettriche, il forno elettrico, l’asciugacapelli) dopo le 19 e nel weekend. Inoltre, è meglio spegnere gli elettrodomestici alla fine di ogni utilizzo, comprese le varie luci rosse o di stand by. La domotica e la programmazione possono essere dei validi alleati nel risparmiare a fine mese: grazie al controllo remoto e ai timer è possibile gestire ancora meglio i consumi degli elettrodomestici.

Si può anche valutare l’idea di cambiare operatore energetico: sono diverse le offerte luce e gas presenti sul mercato libero (dal 2022 termineranno i servizi di maggior tutela) con cui si può risparmiare, visto che le condizioni economiche sono definite dal fornitore in un ambito di libera concorrenza. Su questo fronte, è utile sapere che Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente) ha messo a disposizione un portale per la raccolta e la pubblicazione di tutte le offerte presenti sul mercato di vendita al dettaglio elettrico e gas naturale in cui è possibile confrontare le offerte di elettricità e gas, e un sito istituzionale dove i consumatori possono accedere ai dati relativi alle forniture di energia elettrica e di gas naturale di cui sono titolari, compresi i propri dati di consumo storici e le principali informazioni tecniche e contrattuali, in modo da capire se conviene cambiare operatore o piano tariffario.

In tutto ciò c’è da tenere presente che l’Arera ha comunicato che le alte quotazioni delle materie prime all’ingrosso, tornate sui livelli di un anno fa, nel primo trimestre del 2021 stanno portando a un incremento delle bollette dell’energia per la famiglia tipo (cioè per coloro che hanno un contratto luce o gas nel mercato di tutela con consumi medi di energia elettrica di 2.700 kWh all’anno con una potenza impegnata di 3 kW e, per il gas, di 1.400 standard metri cubi annui) del 4,5% per l’elettricità e del 5,3% per il gas. Per quanto riguarda gli effetti sui consumatori (al lordo delle tasse) la famiglia tipo comunque beneficia ancora di un risparmio complessivo di circa 146 euro all’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno passato.

Considerando invece la connessione a internet domestica, indispensabile per lavorare e seguire le lezioni da casa, c’è da osservare che in questo caso le spese non solo legate ai consumi effettivi in quanto l’abbonamento prevede un costo fisso mensile. Sono diverse le soluzioni per una connessione di casa con costi mensili contenuti, anche sfruttando la fibra FTTH, la più veloce attualmente. Per quanto riguarda le spese legate al riscaldamento, conviene regolare i termosifoni in modo che siano spenti nelle stanze meno utilizzate e sfruttare al meglio, nel caso siano installate, le valvole termostatiche, per distribuire il calore nelle varie stanze della casa e ridurre i consumi, oltre a non impostare temperature troppo alte ma al massimo di 19-20 gradi.

Il bonus. C’è anche da considerare che il ricorso allo smartworking, inoltre, comporta una serie di decurtazioni per i lavoratori, come i buoni pasto e gli straordinari. Per questo c’è l’ipotesi di un bonus, ovvero un’agevolazione che potrebbe essere erogata sotto forma di contributo una tantum, per compensare la rinuncia agli straordinari e ai buoni pasto dovuta al passaggio al lavoro agile e che potrebbe comprendere un bonus forfettario per coprire l’aumento delle spese per le utenze.

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