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Smaltimento delle sofferenze bancarie, l’ok dalla Commissione

Ok dalla Commissione europea ai piani di gestione delle sofferenze bancarie di Italia e Ungheria. Le strategie adottate dai governi locali non contrastano con il divieto degli aiuti di stato e costituiscono dunque valide alternative con le quali fornire sostegno al tessuto finanziario nazionale. È giunto ieri da Bruxelles il via libera definitivo alle misure approvate da Italia e Ungheria volti a contrastare l’esubero di attività deteriorate in pancia agli istituti bancari, al fine di risanarne i bilanci e spingerli a concedere nuovo credito. La regole seguita dalla Commissione segue il principio per il quale uno stato membro che interviene come farebbe un investitore privato (ottenendo una remunerazione per il rischio assunto) non costituisce aiuto di stato. «Le decisioni assunte», ha commentato a proposito Margrethe Vestager, commissario alla concorrenza Ue, «dimostrano che la normativa dell’Ue mette a disposizione degli stati membri vari strumenti per avviare il risanamento dei bilanci delle banche, con o senza il ricorso agli aiuti di stato. La Commissione», ha proseguito Vestager, «si limita a garantire che le misure scelte dai governi nazionali non producano un eccessivo aggravio sulla spesa pubblica o una distorsione della concorrenza nell’Ue». Approvata a pieni voti quindi la soluzione italiana, che prevede la costituzione di società veicolo (Spv) nelle quali far confluire le sofferenze bancarie, impacchettandole in nuovi strumenti obbligazionari di livello senior (con sottostante più sicuro), mezzanino o junior (contenenti titoli a maggior rischio di credito). Su di esse, che saranno vendute al mercato, lo stato offrirà una garanzia per il mancato rimborso, che le banche potranno comprare (Gacs) relativamente alle sole tranche di attività più solide. La garanzia statale sulle tranche senior sarà effettiva solo dopo che la metà delle tranche junior e di quelle a maggior aleatorietà sarà collocata sul mercato. La remunerazione dello stato per il rischio assunto avverrà ai livelli di mercato. Differente invece la soluzione ungherese, in cui ad acquistare i prestiti in sofferenza (garantiti da immobili non residenziali o terreni) sarà la società di gestione patrimoniale Mark.

La gestione delle sofferenze è stata anche oggetto del pacchetto sulle banche esaminato nella tarda serata di ieri dal consiglio dei ministri. Lo stesso sarà illustrato oggi nel corso di un briefing tecnico a Roma. Tra gli argomenti più caldi, la questione degli indennizzi ai risparmiatori che nel salvataggio delle quattro banche hanno perso il controvalore dei propri strumenti subordinati.

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