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Slittano stop all’Imu e soldi alla Cig Il Tesoro: “C’è intesa, decreto domenica e in 100 giorni riforma tasse sulla casa”

Stop allo stop dell’Imu. Ma solo per tre giorni. Dopo un consiglio dei ministri durato soltanto un paio di ore, preceduto da un vertice tra il presidente del Consiglio Letta, il vice Alfano e il ministro dell’Economia Saccomanni, si è optato per il rinvio delle due attese decisioni: lo slittamento del pagamento dell’acconto Imu del 17 giugno di tre mesi, al 17 settembre, e il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga. Rinvio, di conseguenza, anche per la misura che taglia gli stipendi ai ministri-parlamentari. Il decreto arriverà tuttavia «nei prossimi giorni» o addirittura già da domenica.
«Motivi tecnici», hanno spiegato fondi di Palazzo Chigi. E subito dopo la fine della riunione Saccomanni ha annunciato al «La7» che il provvedimento
potrebbe essere varato «già nel prossimo consiglio dei ministri di domenica» nella riunione dell’Abbazia di Spineto e ha assicurato che «c’è l’impegno politico a sospendere la rata di giugno e ridefinire la materia riguardante la tassazione sulle proprietà immobiliari entro 100 giorni dalla data di scadenza della prima rata». Il titolare di Via Venti Settembre ha aggiunto che «non ci sarà un aumento delle tasse, che non sarà necessaria una manovra correttiva nel 2013, che non ci saranno tagli lineari né prelievi forzosi». Inoltre ha annunciato che la crisi terminerà «tra la fine del 2013 e l’inizio del prossimo anno». «L’Italia non fallirà, né adesso, né ad ottobre, né dopo», ha detto. Saccomanni ha anche detto che la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva di luglio resta un «obiettivo» dell’esecutivo.
Ieri tuttavia non si è trovata la quadra. Anche se il Pdl sembra rigettare ogni responsabilità: anzi Berlusconi, pochi secondi prima dell’annuncio del rinvio, aveva definito lo stop all’Imu di giugno una «bella vittoria» e fonti del Pdl, dopo il consiglio dei ministri, hanno espresso soddisfazione perché l’obiettivo concordato è quello di cancellare l’Imu «entro 100 giorni».
A pesare sul rinvio sono stati invece i messaggi giunti da Bruxelles e ieri, esplicitamente, dall’Fmi che ha avvertito che l’intervento sull’Imu deve «far parte di una strategia più ampia ». In altre parole non si può intervenire su una entrata certa, sebbene solo per sospenderla, senza aver stabilito nero su bianco come superarla. Dunque i due passaggi devono essere contestuali o assai ravvicinati. Non è escluso che Via Venti Settembre e la Ragioneria si siano fatti portatori di questa tesi.
Tanto più che lo stop della prima rata Imu di giugno sarebbe costato, in termini di compensazioni ai Comuni, circa 1,2 miliardi (calcolando l’aliquota base del 4 per mille) e invece i Municipi avrebbero voluto che il calcolo fosse effettuato sulle nuove maggiorazioni di aliquote già varate dai sindaci (dunque più del 4 per mille). Ciò avrebbe portato il costo a 1,8 miliardi (600 milioni in più) da finanziare con anticipazioni di tesoreria. L’altro nodo è stato quello dell’Imu sui capannoni alla produzione, richiesta a gran forza dalle imprese, che sarebbe costata circa 850 milioni per la sospensione della prima rata e dunque difficile per il governo.
Si dovrà attendere dunque il consiglio dei ministri di domenica anche per il rifinanziamento della cig e l’eliminazione dello stipendio per i ministriparlamentari. La nota diffusa in serata da Palazzo Chigi ribadisce che il governo «ha deciso di sospendere il pagamento dell’Imu e di rifinanziare la Cig». Il comunicato spiega che il decreto relativo sarà approvato «nei prossimi giorni» garantendo che i Comuni «non si trovino in deficit di cassa» e assicura che «le misure urgenti consentiranno di far fronte alle scadenze immediate e di assicurare i tempi necessari per procedere a una riforma strutturale sia del sistema di tassazione degli immobili, sia di quello degli ammortizzatori sociali».

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