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Slitta di due anni la riforma dell’Euribor

Slitta al 2022 l’entrata in vigore della Benchmark Regulation, la riforma degli indici di riferimento che coinvolge anche quegli Euribor che regolano i mutui a tasso variabile di migliaia di famiglie italiane. Le banche avranno quindi due anni di tempo in più per adattare i propri prodotti ai nuovi tassi «ibridi», sui quali sta peraltro ancora lavorando l’European money markets institute. Ma è l’intero mondo finanziario a tirare forse un sospiro di sollievo, perché a quel parametro e all’Eonia restano ancora indicizzati prestiti per un valore di 2.900 miliardi di euro e strumenti di debito per ulteriori 360 miliardi fra titoli di Stato, bond bancari e aziendali. La proroga è stata accordata dalla Ue, che ha formalmente concesso ai fornitori di «benchmark critici» tempo fino al 31 dicembre 2021 per conformarsi ai nuovi requisiti del regolamento, introducendo anche due anni supplementari per il riconoscimento o l’approvazione dei parametri prodotti al di fuori dell’euro (quindi in valute differenti). «La proroga è estremamente gradita, visto che il numero e la varietà di contratti finanziari collegati a Euribor ed Eonia rende la riforma estremamente complessa e molto resta ancora da fare», sottolinea Stevi Iosif di Afme, l’Associazione europea per i mercati finanziari. Sarà fondamentale adesso non spreacare il tempo acquistato.

Maximilian Cellino

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