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Slitta ancora il decreto Sostegni Ristori per chi non apre a maggio

Ancora una proroga allo stop dell’invio delle cartelle esattoriali, un nuovo meccanismo di calcolo per i ristori destinati alle imprese, un’indennità ad hoc per le attività rimaste chiuse a maggio, l’ipotesi di un pacchetto di ulteriori misure a sostegno dell’occupazione e la richiesta di introdurre una norma che prevede la cedibilità del credito di imposta per gli investimenti effettuati nell’ambito del piano Transizione 4.0. Sono le questioni relative al decreto Sostegni bis che catalizzano la discussione del vertice dei capidelegazione della maggioranza con il premier Mario Draghi e il ministro dell’Economia, Daniele Franco. L’obiettivo del governo è varare il decreto entro venerdì, ma molto dipenderà dall’esito delle valutazioni sui temi discussi a Palazzo Chigi, tanto che comincia a prendere corpo l’idea di fare slittare il provvedimento di un’ulteriore settimana.

Il fronte delle cartelle esattoriali, per esempio, resta aperto: la Lega ha chiesto di prolungare il congelamento dell’attività di invio di un altro mese, spostando il termine al 30 giugno, al momento però non è stata assunta alcuna decisione. La data per la ripresa dell’operatività dell’Agenzia delle Entrate, con il graduale invio di 35 milioni di cartelle destinate a imprese e cittadini, rimane dunque da stabilire. Sarebbe, invece, in via di definizione il nuovo meccanismo di calcolo dei contributi a fondo perduto. Oltre agli attuali ristori, basati sul criterio della perdita di fatturato, le imprese potranno scegliere di optare per un indennizzo calcolato sulla base dei dati di bilancio (in particolare margine operativo lordo e utile).

In questo caso le imprese dovrebbero avere in tempi rapidi un primo acconto e, poi, il saldo nella seconda metà del 2021, una volta approvati i bilanci. L’obiettivo, secondo il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, è l’introduzione di una base di calcolo che sia più aderente alle perdite effettivamente subite da imprese e partite Iva, sebbene anche questo meccanismo prevederà un ristoro fino a 150 mila euro e sarà valido per le imprese con fatturato inferiore a 10 milioni.

La richiesta, avanzata dal Pd di introdurre nel decreto ulteriori misure a sostegno del lavoro punta a un pacchetto di interventi a favore dell’occupazione, corredati da contratti specifici per le categorie più danneggiate come ristoratori, operatori del turismo, dello spettacolo e dell’agricoltura, oltre che al potenziamento dei contratti di espansione, di solidarietà e della Naspi. Ma anche questo versante rappresenta per l’esecutivo un tema tuttora aperto. Così come lo è la pressione del M5S, affinché nel decreto venga inserita una norma che ripristini quanto stralciato dal primo dl Sostegni, attualmente in approvazione alla Camera, ossia la possibilità di cedere il credito di imposta per gli investimenti effettuati nell’ambito del piano Transizione 4.0. Una facoltà, già bocciata dalla Ragioneria generale dello Stato, che non a caso fatica a trovare spazio, alimentando così le proteste di organizzazioni come Confindustria e Cia.

Le prossime ore serviranno anche per affinare le poche novità da accogliere nel provvedimento, che prevede interventi per 40 miliardi. In particolare, un nuovo fondo da 500 milioni per il riavvio dell’anno scolastico, e il fondo, richiesto da Forza Italia, per i parchi tematici. Nuova anche l’idea di un’indennità aggiuntiva, che si sommerebbe ai ristori, da erogare alle attività rimaste chiuse per decreto anche a maggio, come i ristoranti senza uno spazio all’aperto. Tra le norme che potrebbero essere inserite nel decreto anche il rinvio della plastic tax.

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