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Slitta al 2015 il «bonus» allargato

Solo una norma d’indirizzo per comprendere dal 2015 anche le famiglie monoreddito con almeno due figli a carico nell’operazione di allargamento della platea dei beneficiari del bonus da 80 euro annunciata dal Governo con la prossima legge di stabilità. È quella che, alla fine, è passata con un apposito emendamento al decreto Irpef nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato dopo il lungo braccio di ferro tra Ncd, in pressing per ottenere l’immediata estensione del bonus alle famiglie numerose con un solo reddito e con più figli, e palazzo Chigi contrario a interventi troppo invasivi prima del varo della “stabilità”. Il testo, approvato in sede referente dalle Commissioni e trasmesso ieri mattina all’Aula di Palazzo Madama dove il Governo porrà la fiducia, oltre a contenere la proroga della Tasi e una micro-riforma delle sedi diplomatiche all’estero (si veda altro articolo a pagina 3) conferma l’aumento della “tassa” sui fondi pensione dall’11% all’11,5% per sterilizzare gli effetti del mancato innalzamento della tassazione delle rendite finanziarie sulle casse di previdenza privatizzate.
Tra le ultime novità la proroga (altri 2 mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto) di cui potranno usufruire le imprese per ottenere la certificazione collegata al pagamento della nuova tranche di debiti della Pa. Su questo fronte arriva l’estensione della cessione dei crediti vantati dalle aziende alle società di cartolarizzazione che a loro volta potranno cederli, come già previsto per banche e intermediari finanziari, alla Cdp o a istituzioni finanziarie europee e internazionali (come la Bei). Il provvedimento prevede che gli atti di cessione dei crediti sono esenti da imposte, tasse o diritti di altro tipo. Novità anche per la fatturazione elettronica con l’obbligo per le stazioni appaltanti di indicare gli appositi codici.
Tornando al bonus, nonostante il Governo abbia confermato la blindatura della platea, Ncd ufficialmente si è dichiarato soddisfatta per aver spuntato una norma che assicura dal 2015 la giusta attenzione alle famiglie numerose. Ma nel partito di Angelino Alfano non sono mancati i malumori per l’esito del braccio di ferro. È comunque passato un ordine del giorno che rinvia all’attuazione della delega fiscale il rafforzamento del taglio dell’Irap per le piccole imprese chiesto da Ncd. Il Pd da parte sua assicura che il testo non è stato annacquato. Il provvedimento, che scade il 23 giugno, dovrebbe ottenere oggi il via libera del Senato per poi passare alla Camera per il sì definitivo.
Tornando ai correttivi, alla fine è saltata l’estensione alla Consob del tetto degli stipendi. Via libera, invece, all’anticipo di 3 mesi del piano Cottarelli per il riordino delle società controllate e all’autorizzazione di 75 milioni di spesa per gli interventi in favore delle zone franche urbane. Si riapre anche il termine, dallo scorso 15 febbraio al 15 luglio per Eur spa per chiedere all’Economia un anticipo di liquidità (massimo 100 milioni).
Oltre al taglio di 150 milioni alla Rai, ma salvaguardando le sedi regionali, è confermata la riammissione dei contribuenti ritardatari alla rateizzazione, con il vecchio regime delle 72 “tappe”, del pagamento delle cartelle Equitalia. Il pagamento dell’imposta unica sulla rivalutazione dei beni d’impresa è diluito in tre rate (16 giugno, 16 settembre e 16 dicembre). Sale a 73,50 euro il contributo per il rilascio del passaporto e slitta al 15 settembre il termine per il pagamento delle concessioni demaniali marittime. Slitta al 2016 l’obbligo di pubblicare solo online i bandi di gara e rispunta lo stop agli affitti d’oro per Pa e organi costituzionali.

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