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Slalom tra righi e codici tributi

Per gli acconti di novembre uno slalom tra righi e codici tributo. Entro il prossimo 1° dicembre (il 30 novembre cade di domenica) occorre versare la seconda o unica rata degli acconti Irpef, Ires, Irap e del contributo previdenziale (legge 335/1995), relative al 2014, da parte dei soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.

Per le società e gli enti, il cui esercizio sociale non coincide con l’anno solare, il termine di versamento del secondo o unico acconto è stabilito entro l’undicesimo mese dell’esercizio.

Come stabilito dalle disposizioni vigenti, l’acconto è dovuto anche con riferimento alla «cedolare secca» sulle locazioni di immobili abitativi, di cui all’art. 3, dlgs 23/2011, all’imposta sostitutiva prevista dal regime dei «nuovi» contribuenti minimi, alle imposte patrimoniali su immobili e attività finanziarie all’estero (Ivue e Ivafe), all’addizionale Ires (pari al 6,5%) per le imprese che operano nei settori del petrolio e dell’energia, di cui al comma 16, dell’art. 81, dl 112/2008, all’addizionale Ires (pari al 4%) per le imprese con elevata capitalizzazione di borsa che operano nei settori del petrolio e dell’energia, di cui all’art. 3, legge 7/2009, all’addizionale delle imposte dirette (pari al 25%) sul materiale pornografico e di incitamento alla violenza («tassa etica» o «porno tax»), di cui al comma 466, dell’art. 1, legge 266/2005, nonché all’addizionale Ires (pari al 10,5%) per le società di comodo e in perdita sistemica.

Si ricorda, nell’incertezza più assoluta della definizione di «autonoma organizzazione», che l’acconto Irap per il periodo d’imposta 2014 risulta non dovuto, se il lavoratore autonomo si ritiene, appunto, privo di «autonoma organizzazione».

Peraltro, è opportuno ricordare che, per il calcolo con il cosiddetto «metodo storico», è necessario tenere conto di taluni obblighi di rideterminazione dei tributi 2013, sui quali determinare gli acconti dovuti per il periodo d’imposta 2014, in presenza di agevolazioni che non sono rilevanti per la determinazione del dovuto, come il regime riferito ai proventi per noleggio occasionale di imbarcazioni da diporto e la deduzione forfetaria per gli erogatori di carburante.

È possibile, inoltre, determinare gli acconti con il cosiddetto «metodo previsionale», per la quale determinazione non è possibile utilizzare alcune disposizioni che hanno introdotto agevolazioni per i contribuenti, come quelle al potenziamento dell’aiuto alla crescita economica (in sigla, A.c.e.).

Stante le novità introdotte dal decreto sulle semplificazioni, che estende da tre a cinque periodi d’imposta il periodo di osservazione delle società in perdita sistemica, e che, di conseguenza, potrebbe comportare la fuoriuscita dal regime già a partire dal 2014, si ritiene che detti soggetti non siano tenuti al versamento dell’acconto della maggiorazione Ires (10,5%), in conseguenza del fatto che tale addizionale non sarà più dovuta e, pertanto, non dovrà essere indicata nel relativo modello (Unico SC 2015 – periodo d’imposta 2014).

Infine, si ricorda che dallo scorso 1° ottobre, sono stati estesi gli obblighi di presentazione telematica, mediante i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, dalle banche, dalle Poste o dagli agenti della riscossione, soprattutto nei confronti dei contribuenti non titolari di partita Iva, in relazione ai modelli di delega «F24» a saldo zero, con saldo a debito, ma con compensazioni e con saldo a debito superiore a 1.000,00 euro, senza compensazioni.

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