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Slalom per adeguarsi a Gerico

Slalom per i contribuenti soggetti a studi di settore che puntano ai bonus aggiuntivi per i congrui e coerenti previsti dal regime premiale per il quale le Entrate hanno emanato il provvedimento attuativo venerdì scorso. La scadenza di oggi per il versamento senza maggiorazione del saldo 2012 chiama la platea dei potenziali interessati (sono 91 gli studi che possono accedere al regime premiale) a decidere se adeguarsi o meno al dato puntuale di Gerico, anche nell’ottica di evitare rischi di accertamento in futuro. Prima di scegliere, è bene valutare la posizione anche rispetto all’analisi di coerenza rilevata dallo studio di appartenenza. Al resoconto di coerenza, unito alla congruità, sono infatti condizionate le esimenti legali relative alla disciplina delle società di comodo e l’uso del regime premiale.
Soprattutto in tema di società di comodo, la disapplicazione del regime può condurre a effetti molto utili se si considera che gli studi operano una stima dei ricavi presunti molto più ragionata rispetto alle percentuali fisse previste dall’articolo 30 della legge 724/1994. Occorre, quindi, capire quando si può fruire delle agevolazioni, dato che l’elaborazione di Gerico può condurre a risultati non facili da decifrare anche in funzione dei nuovi indici con i quali bisognerà fare i conti in Unico.
I riscontri
Gli studi di settore danno due riscontri in tema di indici.
eIl primo riguarda gli indici di coerenza che intercettano anomalie che non si riflettono sull’analisi di normalità economica e che non producono effetti sul dato puntuale. Così, se uno di questi indici risulta non coerente, il soggetto che sceglie di adeguarsi in dichiarazione, non può comunque fruire di alcun bonus premiale.
rIl secondo verdetto riguarda il posizionamento rispetto agli indicatori di normalità economica che evidenziano, invece, anomalie la cui correzione impatta in termini di maggiori ricavi nell’analisi di congruità. Chi si adegua in dichiarazione al dato che tiene conto anche dell’effetto dell’Ine (indicatore di normalità economica), sana l’anomalia e acquisisce lo stato di regolarità nell’analisi dello studio. In questo caso si tratta di comprendere se l’adeguamento possa o meno attribuire i premi per congrui e coerenti.
Sul versante delle società di comodo, la circolare 9/E/2008 ha chiarito che l’adeguamento che tenga conto anche degli Ine consente di far valere l’esimente prevista dall’articolo 30 della legge 724/1994. La stessa regola opera anche per la nuova causa di disapplicazione prevista per le società in perdita sistematica dalla lettera l) del provvedimento 87956/2012 delle Entrate, evidenziando peraltro che, in quest’ambito, il requisito della congruità e coerenza dovrà essere riscontrato su uno dei periodi oggetto di monitoraggio.
I passaggi
Per quanto riguarda la norma del premiale, l’articolo 1 del provvedimento delle Entrate di venerdì scorso consente l’accesso al regime per il 2012 ai contribuenti che risultano congrui e coerenti agli indici previsti dai decreti di approvazione degli studi di settore e che la coerenza deve sussistere «per tutti gli indicatori di coerenza e di normalità economica previsti dallo studio di settore applicabile». In pratica è una conferma dei presupposti individuati dal provvedimento attuativo dello scorso anno. Il passaggio si presta a due soluzioni.
– La prima (letterale) è che la mera constatazione dell’incoerenza riferita a indici o indicatori, è condizione di per sé sufficiente per rendere comunque inoperante la norma premiale a prescindere.
– La seconda (più logica e coerente) è che l’eventuale adeguamento in dichiarazione regolarizza comunque l’incoerenza rispetto agli Ine e rende accessibile il regime premiale.
Il responso di Gerico può anche essere di indice non calcolabile: situazione che può condurre a coerenza o meno a seconda di quanto prevede la nota metodologica dello studio (si veda l’articolo in basso). Già la versione 1.02 di Gerico (venerdì è stata rilasciata la 1.03) ha corretto una serie di anomalie che riguardavano proprio il resoconto degli indici non calcolabili e che in alcuni casi davano prima erroneamente un riscontro di non coerenza. È il caso dell’esito degli indicatori «Indice di copertura del costo per il godimento di beni di terzi e degli ammortamenti» e «Margine per addetto non dipendente». I bonus, quindi, adesso sembrano un po’ più a portata di mano.

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