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Sky stringe su Mediaset Ripartono i colloqui sulla pay-tv di Premium

La manovra di avvicinamento tra Mediaset e Sky è iniziata. Non ancora quella tra Silvio Berlusconi e Rupert Murdoch, di cui si parla da quando il patron di Fininvest la scorsa settimana è volato a New York per sottoporsi a dei controlli medici. Un viaggio anche di affari, secondo alcuni osservatori, e poiché gli affari di casa Berlusconi si chiamano Mediaset e Mediaset Premium, il collegamento con Sky è sembrato scontato. Non che l’ex premier sia andato a offrire a Murdoch la pay-tv di Cologno. Probabilmente i due non riusciranno nemmeno a incontrarsi, sebbene l’intenzione ci sarebbe, ma Murdoch in questi giorni non è a New York.

Quello che sta avvenendo è un riavvicinamento, dopo i colloqui di due anni fa tramontati per il mancato accordo sul prezzo di Premium, che per il momento sono affidati alle diplomazie dei due gruppi. Diplomazie che si sono messe in moto a luglio, dopo l’improvviso voltafaccia di Vivendi, appreso dalle parti di Sky come uno sorta si scampato pericolo: una cosa è avere Mediaset concorrente sulla pay-tv, altro è avere contro un colosso come Vivendi. Prospettiva che non è del tutto sfumata ma che, visti anche i ricorsi depositati in Tribunale da Fininvest e Mediaset per la mancata esecuzione del contratto su Premium, appare difficile. La scorsa settimana il ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine ha detto di essere «ottimista» sulla possibilità di trovare un nuovo accordo, rivelando che tra i due gruppi «i colloqui sono in corso».

La società francese guidata da Vincent Bolloré aveva tempo fino al 30 settembre per dare esecuzione agli accordi, anche se la data non viene considerata vincolante. Ora che il termine è scaduto a Cologno si sentono tuttavia più liberi. Non del tutto, visto che comunque il contratto con Vivendi resta in piedi, ma questo non sta vietando agli uomini di Mediaset di esplorare nuove strade. Così, dopo i primi sondaggi avvenuti tramite i legali dei due gruppi, all’inizio della prossima settimana, secondo fonti vicine al dossier, dovrebbe iniziare il dialogo tra le strutture «tecniche» di Mediaset e Sky. Che si sono già parlate a lungo due anni fa, quando Cologno aveva incaricato Mediobanca di raccogliere manifestazioni di interesse per la pay-tv, decidendo poi di stringere su Sky. L’operazione, negoziata per diversi mesi, era poi sfumata per la distanza delle valutazioni: Sky aveva valutato Premium 600 milioni, contro il miliardo circa di Mediaset. Adesso, a sentire chi lavora sul dossier, le distanze potrebbero accorciarsi. Ci sarebbe la disponibilità a trattare un possibile accordo senza porre pregiudiziali sul prezzo. Anche perché Mediaset è piuttosto sicura delle proprie ragioni e dunque di vincere un eventuale battaglia legale con Vivendi, che potrebbe portare nelle casse di Cologno fino a 2 miliardi di euro di danni. Cento milioni in più o in meno, a quel punto farebbero poca differenza. Ma si tratta solo di ipotesi.

Di certo c’è che in attesa che arrivi una nuova proposta di Vivendi, gli uomini di Berlusconi hanno ripreso in mano il dossier per esplorare alternative e che, di fatto, Sky è già seduta al tavolo. Se poi arrivasse un cenno da Murdoch la strada sarebbe spianata. E anche se non è questo il motivo principale del viaggio a New York di Berlusconi, certamente è un motivo in più per cercare di sistemare definitivamente una partita che ha dato non pochi grattacapi a Cologno.

Federico De Rosa

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