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Sky rinuncia al beauty contest

di Daniele Lepido e Marco Mele

Sky dice addio al beauty contest, il "concorso di bellezza" con il quale il ministero dello Sviluppo si è impegnato a regalare nuove frequenze televisive del digitale terrestre a vecchi e nuovi operatori. L'emittente controllata dalla famiglia Murdoch ha infatti ritirato la sua domanda di partecipazione alla gara, decisione non da poco, se si pensa che Sky è un operatore satellitare e che la possibilità di entrare con decisione nel digitale terrestre era stata un'opzione per la quale, anche in sede europea, il gruppo aveva combattuto molto.

«La lunghezza dei tempi, ancora indeterminati, che hanno caratterizzato lo svolgimento di questa gara – spiega Sky in una nota – e che impatteranno inevitabilmente sull'assegnazione delle frequenze, sono diventati del tutto incompatibili con l'esigenza di pianificare con certezza gli investimenti». E questa indeterminatezza dei tempi si sarebbe accompagnata a un bando «che contiene elementi discutibili, legati all'adozione di un disciplinare di gara con regole che oggettivamente favoriscono operatori già attivi sul mercato (quindi Rai e Mediaset, ndr). Va ricordato che proprio queste regole hanno portato alcuni partecipanti, tra cui la stessa Sky, a presentare ricorsi all'autorità competente».

Dal digitale terrestre a internet, forse, a partire anche dall'offerta on demand che la società ha messo a punto. «Ci auguriamo che questa nostra decisione, per quanto difficile e onerosa, possa dare un serio contributo ad avviare un dibattito sul futuro della televisione nel nostro Paese – ha detto Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia – un futuro che vede lo sviluppo di nuovi modelli di business basati su forme e tecnologie diverse dal digitale terrestre, come fibra e Dsl».

Ma Sky si tira fuori in un momento preciso. Il Governo è cambiato, non aveva senso restare bloccati dentro una procedura di cui non sono noti i tempi e gli investimenti necessari per raggiungere la copertura richiesta. Tra un mese esatto, dal primo gennaio 2012, decadranno gli obblighi fissati da Mario Monti, quand'era commissario europeo alla Concorrenza, relativi alla fusione Stream-Tele+. Sky potrà gestire frequenze terrestri e potrà acquisire diritti per una molteplicità di piattaforme, anche se ormai i diritti sul calcio per la pay sono stati ceduti per i prossimi tre anni (a Mediaset per il digitale terrestre). Per concorrere a una frequenze del beauty contest aveva ottenuto una deroga dalla Ue a tali obblighi, in cambio dell'impegno a competere per una sola rete digitale e a trasmettervi in chiaro per cinque anni. Ora Sky avrà le mani libere, anche se, ovviamente, sarà piuttosto oneroso entrare sul mercato delle frequenze terrestri nazionali. Su quelle locali costa meno e il caso Santoro ha mostrato una strada. In ogni modo, il ricorso avanzato al Tar Lazio da Sky non sarà ritirato, ma con l'uscita dalla gara dovrebbe decadere automaticamente. Sky, comunque, ha intenzione di continuare la battaglia contro una procedura che ritiene non sia di apertura del mercato, come vorrebbe l'Europa, ma di un favore fatto ai soggetti in posizione dominante sul mercato delle frequenze terrestri.

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