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Sky perde l’ad Ibarra Mediaset studia le mosse per reagire a Vivendi

Maximo Ibarra ha rassegnato le sue dimissioni da Sky Italia per diventare amministratore delegato e azionista di Engineering, mentre Mediaset sprofonda a 2,33 euro (- 5,2%) in attesa di trovare un accordo con Vivendi. Già a gennaio il manager aveva incontrato i fondi Bain Capital e della Nb Renaissance Partners, per andare a guidare il gruppo dell’Itc specializzato nel software e nei servizi digitali, ma prima di accettare il nuovo incarico Ibarra aveva voluto chiudere la partita dei diritti del calcio (persa nei confronti di Dazn) e quella della ristrutturazione dell’organico (vinta con un accordo sindacale per l’uscita volontaria di 1 dipendente su 4). E così Ibarra che era stato scelto 18 mesi fa per lanciare i servizi di telefonia fissa di Sky (con un successo inficiato dalla pandemia), entro luglio passerà a Engineering (di cui sarà anche azionista) venendo sostitutito da Karl Holmes, Coo Europe del gruppo controllato da Comcast.
Intanto ieri Mediaset ha bruciato in Borsa oltre 100 milioni di capitalizzazione perché da Mediobanca (300 milioni) a Intermonte (200 milioni), gli analisti avevano messo in conto un maxi risarcimento da parte di Vivendi, che invece non c’è stato. Il gruppo di Cologno si prepara per il rinnovo del cda e per l’assemblea del 23 giugno, cercando di pianificare una strategia internazionale e sperando di trovare una convivenza con il secondo azionista dopo i Berlusconi (44,1% attraverso Fininvest). Proprio nel cda di martedì 20, Mediaset ha votato un buy back fino al 20% del capitale e il via libera ad andare avanti nella due diligence su M6, canale tv francese controllato da Bertelsmann. Mediaset proverà a trovare una tregua con i francesi, e in proposito punterebbe a farli entrare in consiglio con una lista del management condivisa, evitando che Vivendi si presenti con una sua lista alternativa che ruberebbe il posto a quella di Assogestioni. In proposito il mega riacquisto di azioni proprie potrebbe servire anche a ricomprare parte del 28,8% di Mediaset posseduto da Vivendi. A questo proposito il gruppo di Cologno potrebbe utilizzare le risorse che arriveranno dalla vendita delle torri telefoniche da parte di Ei Towers. La società delle antenne, di cui Mediaset ha il 40%, sta per incassare circa 580 milioni, che se venissero redistribuiti come cedola porterebbero nelle casse del Biscione 232 milioni. Oltre a questo, in molti sono pronti a scommettere che una volta che si saranno insediati i nuovi vertici Rai, sarà approvata anche la legge che consente alla tv pubblica di scendere sotto al 51% di Rai Way. A quel punto le antenne di Rai e Mediaset potrebbero finire sotto un unico cappello dove la tv di stato sarebbe il primo socio, seguito dal fondo F2i partecipato da Cdp, con Mediaset pronta a cedere sul mercato tre quarti della quota. In questo modo Cologno realizzerebbe una grossa plusvalenza e avrebbe le risorse per finanziare sia il buy back, sia la crescita all’estero, tali da agevolare la ripresa del valore del titolo e quindi anche il progressivo disimpegno dei francesi che nel 2016 hanno pagato il loro 28,8% 3,7 euro per azione.
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