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Sistema bancario al rispolvero

Via libera al decreto omnibus sulla riforma del settore bancario. Ma senza il capitolo salva-risparmiatori. Per quello si dovranno attendere dpcm e decreti ministeriali che il governo presenterà nei prossimi giorni. E mentre arriva l’ok all’accordo sullo smaltimento delle sofferenze bancarie coperte da garanzia statale (Gacs), la riforma delle Bcc consentirà di superare le debolezze strutturali derivanti dal modello di attività svolta, esposte all’andamento dell’economia del territorio di riferimento e alla dimensione ridotta più esposta ai rischi del mercato. Non solo: tra le norme contenute nel testo, anche la misura che agevola la vendita di immobili in esito a procedure esecutive (per favorirne il recupero crediti), con una riduzione dell’imposta di registro versata in misura fissa a 200 euro. Palazzo Chigi ha definitivamente votato nella serata di mercoledì il decreto riguardante le misure urgenti per la riforma delle banche del credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale legato alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio.

La riforma del credito cooperativo. Entrando nello specifico dell’intervento riformatore sulle Banche di credito cooperativo, è stato confermato il ruolo delle Bcc come banche al servizio dei territori. È stato a esse imposto l’obbligo di aderire a un gruppo bancario cooperativo che abbia come capogruppo una società per azioni con un patrimonio non inferiore a 1 miliardo di euro. L’adesione a un gruppo bancario sarà condizione sine qua non per il rilascio da parte di Banca d’Italia dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività in forma di banca di credito cooperativo. Le Bcc che non intenderanno aderire a un gruppo, potranno esercitare la propria attività a condizione che abbiano riserve di almeno 200 milioni, versando un’imposta straordinaria su di esse del 20%. Queste stesse dovranno inoltre deliberare la trasformazione in spa; in alternativa è prevista la liquidazione. Un costrutto simile garantirà maggiore stabilità di lungo periodo al comparto, consentendo il tempestivo reperimento di capitale in caso di tensioni patrimoniali. La società capogruppo, grazie a contratti di coesione, svolgerà attività di direzione e di coordinamento sulle altre Bcc e deterrà la maggioranza del capitale in base a «contratti di coesione». Il contratto di coesione disciplinerà quindi i poteri della capogruppo sulla singola banca, che saranno più o meno stringenti a seconda del grado di rischiosità dell’ente.

Garanzie statali sui crediti deteriorati. Nel maxi-decreto che ha predisposto la riforma delle Bcc ha trovato posto anche l’approvazione dell’accordo Vestager-Padoan sulle sofferenze bancarie. Tali disposizioni (si veda ItaliaOggi dell’11/2) permetteranno di avviare il regime di garanzia sulle passività emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione realizzate a fronte della cessione da parte delle banche italiane di portafogli di crediti deteriorati qualificati come sofferenze. Ciò solleverà i bilanci degli istituti del credito italiani da attività inesigibili, spingendoli a concedere nuova liquidità. Una soluzione che ha ricevuto il benestare della Commissione europea che nella tutela offerta dallo stato alle tranche di debito meno rischiose (senior) non ha rilevato elementi configurabili come aiuti di stato.

Dpcm e decreti ministeriali salva-risparmiatori. Nessun accenno invece alle norme sul rimborso degli obbligazionisti subordinati che nel salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara hanno perso i propri risparmi. Per costoro, ha precisato il Premier Matteo Renzi, non si è ritenuto necessario stabilire nuove misure, essendoci già «una legge di Stabilità fatta un mese e mezzo fa» che ha previsto un preciso percorso. Chiarendo la delicata questione, Renzi ha specificati come il fatto di non aver «previsto nel decreto legge le misure per i rimborsi alle persone che verranno riconosciute come truffate negli arbitrati» vede le sue ragioni nell’attesa «del Dpcm e dei decreti ministeriali che sono sostanzialmente pronti e che quindi saranno presentati nei prossimi giorni».

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