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I sindaci di Veneto Banca: poco controllo sui crediti

La lunga relazione del Collegio sindacale di Veneto Banca si conclude con la proposta ai soci di approvare il bilancio 2016, nonostante i molti rilievi critici e le segnalazioni che costellano la trentina di pagine di analisi sullo stato dell’arte. Un sì che potrebbe essere «riformulato» nel caso in cui da qui all’assemblea ci fossero «nuovi, significativi accadimenti» (sopratutto da parte delle Autorità, comunitarie e nazionali). Il collegio sindacale ricorda la «pronta rimozione delle criticità evidenziate nella relazione, dalle quali potrebbero emergere ulteriori fabbisogni di capitale, al momento non quantificabili» (a partire ovviamente dagli esiti dell’ispezione della Bce, conclusa di recente ma di cui non si conoscono ancora i risultati). Il collegio sindacale sottolinea come nel «complessivo assetto dei controlli interni, all’interno della banca e del gruppo persistano tuttora debolezze e criticità», soprattutto nei controlli di primo livello. Per quanto riguarda il comparto creditizio, sottolinea «l’incoerente composizione dei portafogli creditizi rispetto alle politiche creditizie» (il Collegio ricorda in proposito che dallo scorso ottobre c’è un nuovo responsabile della Direzione centrale crediti). E ancora, sempre sui controlli interni si sottolinea lo «iato esistente tra norma e comportamenti, ossia condotte non ortodosse che denotano, in taluni casi, anche scarso senso di responsabilità». Tuttora «non viene ancora dato il giusto valore al rispetto rigoroso di elevati standard di comportamento; ciò, evidentemente, dipende da una cultura del richio e del controllo diffusa nell’organizzazione aziendale ancora insufficiente». Infine vengono ricapitolati i vari accertamenti ispettivi, compreso quello di Bankitalia in materia di antiriciclaggio (Via Nazionale ha invitato la banca a trasmettere al 30 giugno prossimo gli aggiornamenti «sullo stato di avanzamento delle iniziative correttive intraprese»).
Analogamente alla Popolare di Vicenza, la Bce ha avviato due procedimenti sanzionatori, ancora non conclusi. Recentissimo (dello scorso 6 aprile) è inoltre l’avvio di un nuovo accertamento, sempre della Bce, relativo all’It risk.

Vittoria Puledda

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