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I sindaci riavranno 560 milioni

In cinque anni i sindaci recupereranno i 560 milioni di euro che lo stato non ha più reintegrato nei fondi di spettanza comunale dopo che nel 2018 sono cessati i tagli disposti dal dl 66/2014. I primi 100 milioni arriveranno già nel 2020 e poi, per gli anni successivi, partirà un percorso di restituzione graduale. L’accordo tra Anci e governo, sancito nell’incontro del 27 novembre a palazzo Chigi, è stato messo nero su bianco in un subemendamento dell’esecutivo alla Manovra. «Ci è voluto parecchio impegno e tanta caparbietà. Ma finalmente ce l’abbiamo fatta», ha commentato il viceministro all’economia, Antonio Misiani, rivendicando un’intesa (negoziata anche dall’altro viceministro all’economia, Laura Castelli) che rasserena le relazioni tra Mef e comuni.

Tra lunedì e martedì il cantiere della Manovra si è rimesso in moto con l’approvazione di un pacchetto di emendamenti parlamentari e dei relatori tra cui spicca quello a firma del presidente della commissione bilancio di palazzo Madama, Daniele Pesco, che prevede l’esenzione Imu per i proprietari che trasferiscono a partire dal 2020 la propria abitazione, non di lusso, a società veicolo istituite ad hoc con finalità sociale. Tali società vedranno la partecipazione di associazioni di promozione sociale e onlus e consentiranno la concessione in locazione al debitore dell’immobile costituito in garanzia del credito ceduto.

Inoltre ci sarà più tempo (15 anni invece di 5) per trasferire la proprietà sui beni immobili acquistati dalle società veicolo d’appoggio mantenendo in misura fissa le imposte di registro, ipotecaria e catastale. Una misura che secondo Pesco, consentirà alle famiglie interessate «di comprare nuovamente l’appartamento a un prezzo molto vicino a quello pagato dalla stessa società di cartolarizzazione a finalità sociale».

Via libera anche all’emendamento del governo che incrementa la dotazione organica del Consiglio di stato e dei Tar in modo da far fronte al carico di lavoro conseguente all’istituzione di una nuova sezione (la settima) del Consiglio di stato e di due sezioni in più del Tar Lazio (si veda ItaliaOggi del 3/12/2019). Oltre a tre nuovi presidenti di sezione del Consiglio di stato (che assicureranno la funzionalità della nuova, settima, sezione di palazzo Spada) e a due nuovi presidenti di Tar, arriveranno 12 consiglieri di stato e 18 nuovi giudici tra referendari, primi referendari e consiglieri Tar. Inoltre, per supportare le esigenze del Consiglio di stato e dei Tar, viene prevista l’assunzione a tempo indeterminato di tre dirigenti di livello non generale in deroga ai vigenti limiti assunzionali.

Un altro emendamento del governo interviene anche sugli organici della magistratura contabile, fermi a 58 anni fa. Largo, dunque, a 25 nuovi giudici che porteranno l’organico totale da 611 a 636 unità.

Infine, un altro emendamento del governo fa slittare al 1° novembre 2020, a causa della complessità della relativa procedura, l’entrata a pieno regime del rilascio del nuovo Documento unico di circolazione.

Niente proroga per la cedolare secca sugli affitti dei negozi. La cedolare secca sugli immobili commerciali non sarà confermata per il 2020. La commissione bilancio ha bocciato gli emendamenti delle opposizioni sul tema, il Pd ha ritirato la sua proposta mentre quelle analoghe di M5s e Italia viva sono state trasformate in ordini del giorno. Per il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, che confidava in una conferma della misura «per limitare la gravissima crisi dei locali commerciali», si tratta di una «decisione sorprendente». «La necessità della cedolare era talmente evidente che a richiederla erano state anche le associazioni dei commercianti», ha osservato Spaziani Testa. «In assenza della cedolare, che era stata prevista per i contratti stipulati nel 2019, il proprietario sarà soggetto a Irpef, addizionale regionale e comunale, imposta di registro, per un carico totale che può superare il 48% del canone e al quale deve aggiungersi la patrimoniale Imu-Tasi, oltre alle spese di manutenzione dell’immobile e al rischio morosità». Mentre ci si straccia le vesti per l’espansione di Amazon e per la moria di negozi, si elimina l’unica misura con la quale vi era speranza di rianimare un comparto in crisi, contribuendo anche a migliorare l’aspetto delle nostre città, combattendo degrado e insicurezza».

Numero antistalking. Via libera anche a un emendamento che obbliga le p.a. a esporre nei locali dove si erogano servizi diretti all’utenza, un cartello con il numero verde di pubblica utilità per il sostegno alle vittime di violenza e stalking.

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