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Sindaci-revisori, unico destino

Il sindaco unico con incarico di revisore non può dimettersi esclusivamente per una delle due funzioni. Nel caso in cui vengano meno i parametri di cui all’art. 2435-bis c.c., il sindaco unico cessa al termine del mandato triennale. La nomina del sindaco unico non è ammissibile se l’atto costitutivo espressamente prevede solo la nomina del collegio sindacale. Prima di accettare l’incarico, il sindaco revisore è tenuto a una serie di valutazioni preliminari, e a redigere una lettera di incarico in cui evidenziare le ore di lavoro dedicate alla revisione e il relativo compenso. In generale, sul sindaco unico si applicano tutte le norme di comportamento proprie del collegio sindacale. Sono alcuni dei chiarimenti forniti nel documento «Linee guida per il sindaco unico» del Consiglio nazionale dottori commercialisti (Cndcec).

Nomina e funzioni. Dopo aver ricordato che nelle srl, oltre al collegio sindacale, l’assemblea possa nominare anche un sindaco unico (con o senza funzioni di revisione legale, affiancandolo nel secondo caso a un revisore esterno) o esclusivamente un revisore legale (persona fisica o società di revisione) a cui attribuire funzioni di controllo legale dei conti, il documento ricorda la tempistica entro la quale l’assemblea deve provvedere alla nomina, ossia nel dettaglio:

1) nel caso di nomina legata alla redazione del bilancio consolidato (al cui controllo, secondo il Cndcec può provvedere anche il sindaco unico con funzioni di revisore), dall’assemblea che approva il bilancio in base al quale si impone la redazione del bilancio consolidato (art. 25 dlgs 127/91;

2) dall’assemblea che approva il bilancio da redigere in forma non abbreviata per il superamento dei parametri di cui all’art. 2435-bis c.c.;

3) al momento in cui si acquisisce o si integra una partecipazione di controllo di una società ai sensi dell’art. 2359 c.c., soggetta obbligatoriamente alla revisione legale dei conti.

In tutte le ipotesi contemplate, la nomina può avvenire al massimo entro 30 giorni da quando si manifestano le situazioni dianzi prospettate. Qualora l’assemblea non provveda, il documento ricorda che ai sensi del comma 6 dell’art. 2477 c.c. si attiverà la procedura di nomina giudiziale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato (singoli soci o amministratori, oppure creditori della società). Il perdurare della situazione in commento risulta altresì causa di liquidazione della società ai sensi dell’art. 2484, n. 3 c.c.

Accettazione dell’incarico. Nonostante il codice civile non richieda al sindaco, con funzioni di controllo legale dei conti, specifiche attività di valutazione da porre in essere prima della nomina o dell’accettazione, tali attività sono da espletarsi secondo il Cndcec. Il sindaco unico incaricato della revisione (così come il collegio sindacale incaricato della revisione, ndr), prima di accettare l’incarico deve provvedere all’impostazione dell’attività di revisione legale dei conti, svolta in conformità ai principi di revisione, da ciò deriva che lo stesso sarà tenuto a una serie di attività preliminari finalizzate ad assumere la decisione di accettare o mantenere l’incarico attraverso la comprensione della natura e della portata dell’incarico da svolgere. L’obiettivo delle attività preliminari all’accettazione dell’incarico di revisione, si legge nel documento «è quello di accettare o mantenere l’incarico soltanto dopo aver acquisito la comprensione della natura e della portata dello stesso, nonché dei fattori di rischio che afferiscono all’incarico prospettato».

Ineleggibilità, incompatibilità e indipendenza. Per poter svolgere l’incarico con obiettività e integrità e nell’assenza di interessi diretti e indiretti che potrebbero comprometterne l’indipendenza, il sindaco unico con funzioni di revisione, dovrà verificare la propria posizione. A riguardo, in attesa del regolamento ministeriale sulla indipendenza del revisore, il sindaco dovrà attenersi alle disposizioni di cui all’art. 10 del dlgs 39/2010 e soprattutto alle disposizioni di cui alla norma di comportamento 1.4 (Indipendenza).

Compenso. Il sindaco unico, in conformità ai principi di revisione, è tenuto a predisporre la lettera di incarico nella quale esplicitare le ore di revisione stimate in base al rischio dell’ufficio e il relativo compenso. Prima dell’accettazione del mandato, il candidato sindaco dovrà valutare se la misura del compenso proposto è idonea a remunerare la professionalità, l’esperienza e l’impegno con i quali deve svolgere le funzioni. Tale valutazione va effettuata con particolare attenzione dal sindaco unico poiché allo stesso competono i medesimi poteri, doveri e responsabilità attribuiti all’organo collegiale. Se il sindaco unico è incaricato della revisione, il compenso determinato dall’assemblea all’atto della nomina va distinto in due parti l’uno per la funzione sindacale e l’altro per l’attività di revisione legale. Per il compenso, inoltre, possono essere previste modalità di adeguamento in caso di modifica delle attività previste dalla legge, dallo statuto o dalle autorità di vigilanza o in caso di significativa modifica del perimetro aziendale.

Proposta motivata. In merito alla proposta motivata al conferimento dell’incarico di revisione di cui all’art. 13 del dlgs 39/2010 dovrà distinguersi l’ipotesi in cui al sindaco sia o meno attribuita anche la funzione di revisione legale dei conti. Nel caso di attribuzione della duplice funzione, evidentemente, il sindaco-revisore non sarà tenuto ad alcun parere in merito alla propria nomina. Parere, di contro, a cui è tenuto nel caso in cui l’assemblea dei soci intenda affidare la revisione a un soggetto esterno.

Cessazione. Nel caso di sindaco unico a cui siano affidate entrambe le funzioni di revisione legale dei conti, qualora lo stesso intenda cessare dall’incarico, dovrà rassegnare le dimissioni che varranno per entrambe le funzioni, non essendo ammissibile presentare le dimissioni unicamente con riferimento all’incarico di revisione, né unicamente a quello di sindaco. Allo stesso tempo la società che voglia revocare il sindaco unico, lo farà sia in merito all’una che all’altra funzione. Nel caso di cessazione dell’obbligo di nomina nel corso dell’incarico, il sindaco unico (anche con funzioni di revisione) rimane in carica fino alla naturale scadenza.

Poteri e doveri. L’ultima parte del documento è finalizzata ad analizzare i poteri e i doveri dell’organo di controllo monocratico. A riguardo, viene evidenziato che, in virtù del richiamo espresso dall’art. 2477, comma 5 c.c., ai doveri e poteri dei sindaci delle spa, al sindaco unico si applichino sostanzialmente gli stessi poteri, doveri e responsabilità del collegio sindacale e dei suoi componenti. Il sindaco unico sarà, quindi, tenuto a partecipare a cda, comitati esecutivi e assemblee, acquisire informazioni dall’organo amministrativo, espletare (anche con l’ausilio di collaboratori) atti di ispezione e controllo, convocare l’assemblea al verificarsi dei relativi presupposti ed esperire eventualmente l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.

Coordinamento tra funzioni di vigilanza e funzione di revisione legale. Il sindaco revisore, nello svolgimento delle diverse fasi della revisione, può utilizzare anche le conoscenze che gli derivano dallo svolgimento della funzione di vigilanza concomitante della gestione. L’integrazione in capo al sindaco unico della vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto, nonché il rispetto dei principi di amministrazione e dell’attività di revisione legale consente di massimizzare le sinergie tra le funzioni svolte.

Utilizzabilità dell’art. 2409 c.c. Nelle srl sembra preferibile ritenere, ove emergesse il sospetto di gravi irregolarità gestionali ascrivibili agli amministratori, che «il sindaco unico proponga cautelativamente ricorso ai sensi dell’art. 2409 c.c., lasciando all’organo giurisdizionale ogni decisione circa l’accoglimento dell’istanza».

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