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Sindaci, restyling deontologico

Vigilanza sulla correttezza formale nella richiesta del concordato in bianco, sull’operato dell’attestatore nei vari istituti fallimentari e sulla sua indipendenza. Specifica attenzione alle società unipersonali e nel passaggio di consegne fra diversi collegi sindacali. Controlli a campione saranno ammessi sul funzionamento dell’assetto organizzativo e sul sistema amministrativo e contabile. Attenzione anche sulle nuove disposizioni del codice civile in tema di voto plurimo e sulle eventuali emissioni di minibond.

Sono queste alcune delle più rilevanti novità introdotte dal gruppo di studio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti coordinato dal delegato dell’area Raffaele Marcello nelle nuove «Norme di comportamento del collegio sindacale» (ma al cui rispetto sarà tenuto anche il sindaco unico) norme che aggiornano e integrano, sulla base delle nuove disposizioni normative e posizioni giurisprudenziali le regole stabilite nel 2010/2011. Secondo Marcello «si vuole, tra l’altro, dare un ausilio ai professionisti che operano in società in crisi allo scopo di consentire loro di attenuare eventuali profili responsabilità».

Le nuove regole, rivolte alle società non quotate sono in consultazione sul sito consultazione@fncommercialisti.it fino al prossimo 21 aprile, in attesa di eventuali suggerimenti e integrazioni su proposta degli iscritti e in generale di tutti i soggetti interessati. Esse restano di carattere deontologico, e rimangono suddivise in principi, criteri applicativi e commenti e sono rivolte a tutti i 116.000 iscritti nell’albo.

 

Le attività del collegio sindacale nella crisi d’impresa. Le nuove norme di comportamento prendono atto di tutte le novità in tema di diritto fallimentare introdotte dalla legge 134/2012, di cui le precedenti norme, non potevano tenere conto.

In relazione al concordato con riserva (norma 11.5) viene richiesto ai sindaci di vigilare in merito alla documentazione da allegare alla domanda (bilanci del triennio precedente ed elenco nominativo dei creditori) e che la società non abbia presentato nei due anni precedenti domande di procedure analoghe non ammesse ad omologazione. A seguito dell’ammissione al concordato spetterà al collegio verificare la presentazione della documentazione richiesta a integrazione della domanda .

Nel caso di concordato preventivo ex art. 160 l. fall. competerà al collegio esaminare da un lato la professionalità e l’indipendenza dell’attestatore e dall’altro che l’attestazione presenti i requisiti formali previsti dalla legge (norma 11.6). Non rientra, di contro, fra gli obblighi del collegio quello di esprimersi sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del piano su cui si basa la domanda di concordato, valutazioni demandate al professionista attestatore.

Nei concordati in continuità (norma 11.7) i sindaci dovranno vigilare in merito al fatto che il professionista incaricato dal debitore di redigere la relazione ex art. 161 l. fall. attesti che la prosecuzione dell’attività dell’impresa prevista dal piano concordato oltre che essere redatta secondo le previste modalità di legge, sia funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori.

Sia nei piani di risanamento, sia nei piani concordatari, sia in quelli che sottostanno ad accordi di ristrutturazione, pur mantenendo una interlocuzione diretta con l’organo amministrativo, il collegio, previo accordo con lo stesso potrà acquisire notizie anche direttamente dall’attestatore dei piani o delle attestazioni speciali previste dalla legge fallimentare (norma 11.9).

Infine, nell’ambito delle società fallite (norma 11.11) si ritiene, da un lato che il sindaco, anche successivamente al fallimento possa dimettersi e, dall’altro che le circostanze impeditive (per la nomina in banche, assicurazioni, società finanziarie ecc.), vengano meno decorsi due anni dalla sentenza di fallimento.

 

Retribuzione. A seguito dell’abrogazione delle tariffe, la norma 1.5, viene completamente riscritta. Espungendo ogni riferimento alle stesse si ritiene il compenso debba essere parametrato alla professionalità e all’impegno del sindaco. A riguardo, oltre che dell’ampiezza e della complessità dell’incarico si dovrà tener conto delle dimensioni della società, del suo indebitamento, dell’assetto organizzativo e delle ulteriori caratteristiche della società conferente l’incarico.

Pregressa gestione. Di norma, i sindaci di nuova nomina non sono responsabili della gestione societaria intervenuta sotto il controllo del precedente collegio.

Quest’ultimo, tuttavia, dovrà collaborare con i nuovi sindaci per fornire agli stessi le informazioni necessarie.

Solo nel caso di irregolarità gestionali palesi intervenute sotto la vecchia gestione che incidano anche su quella in corso i sindaci di nuova nomina dovranno attivarsi con gli strumenti che l’ordinamento mette a loro disposizione.

Il sindaco unico. Per la prima volta nelle norme di comportamento entra il sindaco unico, la cui nomina è ammessa dal 2012 in tutte le società a responsabilità limitata. A riguardo, mentre il sindaco unico con funzioni da revisore dovrà essere iscritto al registro dei revisori, in presenza di un revisore esterno il sindaco potrà essere scelto anche in un uno degli albi professionali dei dottori commercialisti, avvocati o consulenti del lavoro.

 

Nuove disposizioni normative. Nelle norme di comportamento si tiene conto anche delle novità normative introdotte in questi ultimi anni nel diritto societario.

In merito alle spa che abbiano optato per il voto plurimo, ex art. 2351 c.c. viene previsto (norma 3.2) che i sindaci debbano controllare il rispetto delle relative previsioni statutarie. Inoltre sono previsti appositi controlli statutari relativi all’emissione di prestiti nelle società (spa ma anche srl) che decidano di far ricorso all’emissione di minibond, controlli che in questi casi riguarderanno anche la corretta emissione e gestione del prestito.

Tecniche di campionamento. Si prevede che sia in merito all’attività di vigilanza sulla applicazione di corretti principi di amministrazione, sia per le verifiche sull’adeguatezza ed il concreto funzionamento dell’assetto organizzativo della società, ma anche per le verifiche di affidabilità del sistema di controllo interno, nonché sul concreto funzionamento dell’assetto amministrativo-contabile, all’organo di controllo sarà concesso avvalersi di motivate tecniche di campionamento.

Perdite. Nelle spa viene raccomandato che le osservazioni del collegio in caso di perdita siano basate sui dati forniti all’organo di controllo dagli amministratori e dallo scambio di informazioni col revisore, ma non è configurabile una attività di revisione legale da parte dei sindaci sulla situazione patrimoniale della società.

Nelle società a responsabilità limitata, di contro, nel caso di presenza di un organo di controllo (pluripersonale o unipersonale) e di un revisore esterno le osservazioni sulle perdite spettano ai sindaci. Sulle perdite dovrà pronunciarsi il revisore, qualora non sia presente l’organo endosocietario.

Proposte in ordine al bilancio. Nel ricordare che il collegio deve formulare il proprio parere in ordine all’approvazione o non approvazione del bilancio si evidenzia nella norma 7.1, che, in presenza di un revisore esterno la legge non affida ai sindaci accertamenti di natura contabile. Il collegio non ha quindi compiti, neppure in via sostitutiva di revisione del bilancio di esercizio e consolidato in quanto il responsabile di tale funzione e dell’emissione del giudizio sullo stesso è il revisore, con il quale i sindaci scambieranno informazioni utili per la loro attività di controllo.

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