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Sindaci, manuale su compensi e crisi d’impresa

È l’attività del collegio sindacale nella crisi di impresa che porta la rinnovata versione delle norme di comportamento dei sindaci delle società chiuse a essere oggetto di maggiore attenzione rispetto al passato, nel documento pubblicato ieri sul sito del Cndcec.
A poco più di tre anni dalle ultime modifiche, il Cn ha infatti messo in consultazione, fino al 21 aprile 2015, il testo aggiornato delle norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate. Successivamente alla definitiva approvazione queste norme sostituiranno quelle entrate in vigore il 1° gennaio 2012.
Il documento suggerisce e raccomanda il comportamento tecnico da adottare per svolgere correttamente l’incarico di sindaco sia collegialmente sia in presenza di un organo di controllo in composizione monocratica. Con il crescente aumento del ricorso alle procedure concorsuali e le modifiche alla legge fallimentare nell’ambito del concordato preventivo e degli accordi di ristrutturazione si è sentita infatti l’esigenza di integrare le norme di comportamento anche sotto questo profilo. Di qui l’integrazione della Norma 11 con le linee guida da tenersi in caso di: concordato con riserva ex art. 161, comma sesto, l.f. (norma 11.5); concordato con continuità ex art. 186 bis l.f. (norma 11.7); finanziamenti contratti ex art. 182 quinquies l.f. (norma 11.8); rapporti con il consulente incaricato della redazione del piano di risanamento, di concordato o del piano sottostante all’accordo di ristrutturazione e con il professionista incaricato della redazione di attestazione degli stessi (norma 11.9), nei casi di riduzione o perdita del capitale (norma 11.10).
In tali fasi il controllo del sindaco rimane sempre un controllo di “legalità” volto a verificare il possesso da parte della società dei requisiti di legge per accedere alle procedure, la conformità della documentazione da produrre, il possesso da parte dei professionisti coinvolti dei requisiti necessari, la regolarità formale dell’attestazione del piano, gli assetti organizzativi adottati anche al fine di garantire il rispetto della par condicio creditorum.Tali norme andranno ad affiancare quelle già presenti nella versione del documento oggi vigente.
Si registrano poi altre novità su diversi versanti. Trova regolamentazione l’attività di vigilanza del collegio sindacale di Spa e Srl con socio unico ( nuova norma 10.10). Nell’ipotesi di passaggio da società pluripersonale a unipersonale il collegio deve accertare che quando la pluralità dei soci sia venuta meno il capitale sottoscritto sia interamente versato secondo le modalità fissate dalla legge e sia effettuato il deposito per l’iscrizione nel registro delle imprese della dichiarazione relativa al socio unico. Il collegio deve inoltre vigilare sui rapporti tra la società ed il socio unico in merito ai contratti e le operazioni fra gli stessi intercorsi. Ancora vigila che gli amministratori abbiano effettuato gli adempimenti pubblicitari presso il Registro delle imprese.
Inoltre, anche in considerazione dell’orientamento sempre più possibilista da parte della magistratura, il Cndcec nella norma 6.3 suggerisce agli organi di controllo della Srl, e con ciò innovando rispetto alle norme di comportamento attualmente in uso, di proporre prudenzialmente ricorso ex articolo 2409 del Codice civile, spostando quindi di fatto la decisione sull’autorità giurisdizionale e quindi evitando che l’eventuale inattività possa ritorcesi contro sottoforma di azione di responsabilità.
Trova anche la sua disciplina il passaggio di consegne tra professionisti chiamati a ricoprire l’incarico con la norma 1.7, in base alla quale ai sindaci neo nominati spetta il controllo della pregressa gestione solo nel caso di palesi irregolarità rilevabili nel corso della programmata attività di vigilanza.
Scomparse infine le tariffe professionali si è reso necessario anche un aggiornamento della norma n. 1.5, prevedendo che il sindaco candidato valuti l’adeguatezza del compenso proposto dall’assemblea in base all’ampiezza e complessità dell’incarico in relazione alla natura, dimensione anche economica, al settore di attività, all’assetto organizzativo e alle altre caratteristiche della società e al documento riassuntivo delle attività espletate redatte dal collegio uscente. Per l’incarico di presidente del collegio sindacale, l’adeguatezza è misurata in base all’impegno temporale richiesto oltre che al compenso riconosciuto al presidente del comitato di controllo e rischi

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