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Sindaci avanti piano nel contrasto all’evasione fiscale

di Giovanni Parente e Serena Riselli

Il passo non è proprio da centometrista, ma assomiglia a quello di un maratoneta. La partecipazione dei Comuni alla lotta all'evasione procede molto lentamente. L'ultimo dato aggiornato parla chiaro: sono poco meno di 600 i municipi che hanno alzato la bandiera del contrasto a chi dichiara poco o nulla al fisco a fronte di uno standard di vita tutt'altro che da nullatenente. Si tratta di meno del 7% del totale nazionale. Ed è una cifra che nasconde profonde sperequazioni perché circa la metà (258 a fine 2011) è rappresentata da Comuni dello stesso territorio: l'Emilia Romagna. Non a caso è la regione "lepre" rispetto a tutte le altre per le segnalazioni inviate all'agenzia delle Entrate. I Comuni emiliani avevano inviato a fine dello scorso ottobre poco meno di 13mila informazioni su evasori o presunti tali scovati sul proprio territorio. Dati che permettono di inquadrare meglio le polemiche sorte dopo il blitz di fine anno a Cortina con non poche levate di scudi (preventive) di primi cittadini di altre località turistiche. Eppure questo potrebbe essere l'anno della svolta, per una serie di ragioni.
Prima di tutto perché scatta il triennio in cui i Comuni potranno ambire al premio più alto per le somme che contribuiranno ad accertare: se la loro segnalazione andrà a segno, vale a dire permetterà all'agenzia delle Entrate di scovare davvero importi sottratti all'erario, tutto il tesoretto arriverà nelle casse municipali, così come aveva previsto la manovra di Ferragosto. Ora il decreto salva-Italia ha anche eliminato l'obbligo di istituire i consigli tributari, rendendo la procedura un po' meno farraginosa. Restano, però, i problemi di sempre: l'esigenza di impiegare risorse per un introito incerto e comunque proiettato avanti nel tempo; la difficoltà di gestire un rapporto terzo verso i cittadini soprattutto nei piccoli centri dove una segnalazione può essere utilizzata come arma "impropria" o può più facilmente incrinare il rapporto con l'elettorato.
E le difficoltà – come emerge dall'indagine svolta dal Sole 24 Ore direttamente presso i comuni – non mancano neanche in centri che ormai sono "veterani" nella collaborazione con agenzia delle Entrate e Guardia di finanza. Dopo l'accordo siglato nel 2008 il Comune di Torino ha segnalato oltre mille casi (riferiti a 350 soggetti), alcuni dei quali riguardano evasori totali. «Negli ultimi anni la lotta all'evasione fiscale, anche grazie alla collaborazione e al contributo operativo garantito dagli enti locali, è risultata più efficace rispetto al passato – spiega l'assessore al Bilancio, Gianguido Passoni – tuttavia una maggiore disponibilità di risorse umane, tecniche e finanziarie gioverebbe sicuramente al successo delle attività di contrasto al fenomeno. Molto utili potrebbero essere anche degli strumenti normativi capaci di garantire ai Comuni riscontri reali sulle attività di accertamento che seguono le loro segnalazioni».
Anche a Bologna la partnership con l'amministrazione finanziaria è consolidata: 1.130 input inviati al fisco nel 2011 su casi da approfondire; una maggior imposta accertata di 3,3 milioni di euro di cui oltre 1,4 milioni già riscossi sulla base di appena la metà delle segnalazioni analizzati dagli uffici locali delle Entrate (questi ultimi dati sono aggiornati a metà dello scorso anno). Ma la convinzione è che si possa fare di più, anzi meglio: «Le criticità maggiormente riscontrate – chiarisce il vicesindaco, Silvia Giannini – riguardano la limitata disponibilità di ulteriori banche dati utili all'attività di segnalazione come quelle relative ai patrimoni mobiliari, agli autoveicoli e alle imbarcazioni, oltre al fatto che i Comuni possono ritenere rilevanti segnalazioni che, per quanto qualificate, non presentano indici di "priorità" per l'Agenzia».
Voci di eccellenze in un andamento lento generalizzato. Ma in Lombardia, Veneto, Toscana e Liguria il trend della partecipazione sta aumentando negli ultimi giorni. Milano, ad esempio, ha da poco firmato un accordo con Agenzia e Gdf per rafforzare ulteriormente il contrasto all'evasione grazie all'incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati. Brescia ha segnalato una ventina di prostitute di alto bordo che dichiaravano redditi zero. Venezia ha appena individuato dieci situazioni su cui ora le Entrate dovranno accendere un faro, mentre alcuni centri dell'hinterland si sono impegnati a collaborare con il fisco. Poco lontano, Verona ha appena portato alla luce una decina di casi di affittacamere e gestori di bed&breakfast non in regola per redditi non dichiarati superiori a un milione di euro. Eppur anche i Comuni si muovono contro l'evasione.

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