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Sinai: “La lobby delle agenzie ha impedito qualsiasi riforma”

«Il conflitto d’interessi per le agenzie esiste, certo che esiste, è inaccettabile e irrisolto. È tuttora una questione pesante qui in America ed è stata la causa numero uno della crisi del 2008». Allen Sinai, economista e banchiere di lungo corso, ha combattuto fiere battaglie contro lo strapotere di Moody’s e S&P.
Con quali risultati?
«La proposta che ho lanciato durante le infinite discussioni sul modo per limitare i conflitti, era di cancellare le agenzie dalla quotazione in Borsa e trasformarle in organizzazioni non-profit. Il primo dei conflitti d’interesse avviene quando le agenzie devono emettere il rating sulle aziende ma vengono pagate dalle aziende stesse. Ovviamente non sono serene e spingono per acquisire il maggior numero possibile di incarichi: solo per i rating dei titoli subprime le agenzie hanno guadagnato un miliardo nel 2007 e facevano a gara
per accaparrarsi le commesse elargendo con facilità la tripla A. Invece bisogna istituire, parlo dell’America ma si potrebbe studiare qualcosa del genere anche altrove, una super-agenzia pubblica per il rating che copra le spese e lasci ai tecnici di Moody’s e S&P il compito materiale di redigere la valutazione. Bene, la proposta è stata inascoltata».
In quale momento l’ha lanciata?
«Più volte. In America la prima legge che modificava queste procedure risale a tempi non sospetti, il 2006. E’ stata insufficiente visto che chissà perché lasciava fuori
dalla giurisdizione della Sec le agenzie. Dopo la crisi il Dodd-Frank Act ha riaffrontato il problema, introdotto alcuni inefficaci correttivi e finalmente investito la Sec di questa responsabilità. Allora la Sec ha prodotto a sua volta delle indicazioni ma anch’esse inutili. A tutt’oggi il problema non
E l’Europa? Che ne pensa delle
conspiracy theories?
«Non ci credo. Ci piaccia o no, le agenzie sono fatte da economisti anche valenti e agiscono secondo criteri di oggettività, e volete negare che in Italia ci sia la recessione, l’alto debito, le difficoltà bancarie, le incertezze politiche? Guardi, così non se ne esce. L’unico rimedio è creare nuove agenzie, perché no europee purché credibili, e mettersi in concorrenza con Moody’s. Ci penserà il mercato».
Il neoministro Grilli ha raccontato che gli emissari di Moody’s non parlano più con i dirigenti italiani, fanno tutto in segreto e poi se ne escono con il rating.
«Se è vero è un grosso errore. È fondamentale ascoltare le parti in causa, un numero di interlocutori il più possibile ampio, e anche utilizzare criteri trasparenti e articolati. Ripeto, l’unica è ampliare il numero delle agenzie».

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