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Siena in 6 mesi brucia 5 miliardi di capitalizzazione

Neanche sei mesi e la Borsa ha riportato Mps nella polvere. Il mercato ha bruciato infatti completamente l’ultimo aumento di capitale di fine giugno scorso. Il titolo valeva allora sul listino 7,6 miliardi, ieri con l’ultima burrascosa seduta il valore di mercato di Mps si è avvicinato a quota 2,5 miliardi.
Cinque miliardi in fumo in 180 giorni con una perdita secca di due terzi del capitale per chi ha investito denari nell’ultima ricapitalizzazione, a partire dai nuovi soci forti, Fintech e BTg Pactual che possiedono il 6,5% del capitale, ma che ha impattato anche su Axa e su tutti i piccoli azionisti della banca di Siena.
La beffa per loro è che dovranno decidere se partecipare all’ennesimo aumento di capitale della prossima primavera che vale 2,5 miliardi, l’attuale capitalizzazione di Borsa. Sembra che non ci sia fine al tormento di Mps. La peggiore banca italiana tra i big quanto a fondamentali di bilancio. Anche nell’ultima trimestrale di settembre le perdite sono ammontate a 1,14 miliardi. Una lunga striscia negativa che ha visto la banca di Siena perdere oltre 10 miliardi dal bilancio del 2011 in poi.
E c’è il rischio più che concreto che le perdite aumentino ulteriormente, dato che i vertici della banca stanno valutando maxi-accantonamenti per fine anno su quei 4 miliardi di rettifiche complessive emerse dall’asset quality review. E così più?si mettono soldi a rimpinguare il patrimonio della banca più questi vengono erosi subito dopo.
Il patrimonio netto è già sceso a 10 miliardi dalla scorsa estate. Ma cosa continua a produrre perdite? La risposta è semplice. Mps continua a registrare sempre più massicce rettifiche sui crediti. Solo nell’ultimo anno le svalutazioni sui prestiti malati sono salite del 60% e oggi si mangiano l’80% di tutti i ricavi della banca. Inevitabile finire in rosso dopo che alle svalutazioni sono sottratti i costi operativi. E il tema di fondo è che la mole dei crediti malati è talmente elevata da far prospettare un continuo aumento delle perdite sui crediti anche nei prossimi trimestri. Mps ha in pancia infatti tuttora 24 miliardi di crediti deteriorati netti. Le sole sofferenze e incagli valgono 20 miliardi su un portafoglio di crediti di 126 miliardi. Una mole difficile da smaltire e che continuerà a tenere in rosso la banca.
Se non fosse per questa eredità, dei prestiti concessi anni addietro e finiti in sofferenza e incaglio, dura da smaltire la banca potrebbe apparire una banca in salute. I ricavi infatti nonostante la crisi tengono. Negli ultimi dodici mesi il margine di intermediazione è rimasto stabile e quello di gestione è sceso solo del 2,9%. Numeri che dicono che la banca di Siena sul fronte dell’attività non soffre più di tanto. Se si pensa che lo stock di crediti è stato tagliato del 10% solo negli ultimi 18 mesi, sorprende al tenuta del margine d’interesse.?Meno prestiti ma a tassi più elevati. Ma non è bastato con le sofferenze in continua escalation.

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