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Sicurezza e hi-tech, mossa di Tinexta compra la francese CertEurope

La società Tinexta, leader nei servizi di cybersecurity, digital trust, consulenza informatica e innovazione, entra nel mercato francese con l’acquisizione della quota di maggioranza di CertEurope, la prima Certification Authority (CA) in Francia. L’accordo prevede l’acquisto del 60% del capitale a fronte di un corrispettivo pari a 43,8 milioni di euro, con l’obiettivo di rilevare il 100% entro i prossimi 18 mesi.

Nata nel 2009 e quotata in borsa dal 2014, oggi Tinexta capitalizza oltre 1,5 miliardi di euro e punta ad allargare il suo dominio all’estero. L’operazione, avvenuta attraverso la controllata InfoCert – una delle maggiori CA nazionali e uno dei tre provider autorizzati ad operare in ambito Spid – costituisce il terzo passo della società fuori dall’Italia. Nel 2018 il gruppo debutta oltreconfine con l’acquisizione del 51% di Camerfirma, una delle principali CA spagnole. Due anni più tardi approda in Germania, dove rileva il 16,7% di Authada, provider di identità digitale all’avanguardia col quale la società presieduta da Enrico Salza punta a raggiungere una partecipazione di maggioranza entro il 2022. Ma il 2020 è anche l’anno in cui il gruppo fa il suo ingresso nel settore della cybersecurity attraverso la creazione di un polo nazionale di servizi relativi a identità e sicurezza digitale. Con l’acquisizione di CertEurope, la società mira ora a implementare questo progetto.

«Un accordo che ci garantisce sinergie industriali significative e una piattaforma commerciale importante – sottolinea Pier Andrea Chevallard, dal 2015 direttore generale e amministratore delegato di Tinexta – e che rafforza la nostra strategia di diventare uno dei principali player europei del settore». Un ambito dove le diverse regolamentazioni nazionali faticano ancora a convergere, ma in cui l’Italia può giocare un ruolo di primo piano, anche grazie a una normativa che si è mossa in tempo dando validità giuridica a strumenti come la posta elettronica certificata, la firma digitale e la fatturazione elettronica. «Da questo punto di vista il nostro Paese è più avanti rispetto a molti altri», sostiene Chevallard, che tuttavia prevede un’accelerazione rapida e diffusa del processo di digitalizzazione nel corso dei prossimi anni. «Oggi la nostra piattaforma InfoCert è lo standard per la maggioranza degli operatori perché consente di semplificare e accelerare l’acquisizione di nuovi clienti, ma anche di minimizzare i rischi di frode e offrire maggiori garanzie in termini di sicurezza», spiega ancora Chevallard.

«Per assurdo – conclude – è più facile aprire un conto corrente falso presso la filiale fisica della banca che eseguendo la stessa operazione online, dove rimane traccia di un maggior numero di identificativi». Resiste tuttavia una dose di scetticismo da parte degli utenti. Uno studio condotto nel 2018 dalla società di analisi Frost & Sullivan denunciava la scarsa fiducia degli italiani in materia di protezione dei dati digitali. Segno evidente che c’è ancora molta strada da fare. Il gruppo Tinexta, però, è convinto della propria missione. Per capirlo basta digitare su Google le parole «innovation & marketing». Il terzo risultato del motore di ricerca porta il loro nome. E, insieme, quello dell’Italia.

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