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Sicurezza, Daspo di quartiere

Un Daspo di quartiere. Così come i tifosi facinorosi, colpiti dalla misura, non possono assistere alle manifestazioni sportive, il plurirecidivo autore di furti, rapine, scippi, minacce, accattonaggio, non potrà frequentare alcuni quartieri, quelli in cui ha compiuto i reati o quelli più a rischio per presenza di anziani o case popolari. È una delle previsioni contenute nel pacchetto sulla sicurezza urbana allo studio dei ministeri dell’Interno e della giustizia, che dovrebbe essere approvato dal consiglio dei ministri prima dell’estate. La nuova legislazione in materia – secondo quanto risulta a ItaliaOggi – sarà orientata alla predisposizione di misure preventive personali. Nella sostanza il nuovo provvedimento prenderà a prestito due discipline: quella sul Daspo prevista, appunto, per i contrasto dei reati sportivi e quella per l’associazione a delinquere di stampo mafioso. I reati che verranno perseguiti saranno quelli predatori: furti, rapine, scippi, minacce, accattonaggio molesto ma anche chi contribuisce, secondo il Ministero degli interni, al degrado delle città, come i writer abusivi, sarà fatto oggetto del ddl.

Nel caso di accertamento di prime condotte criminose il reo verrà colpito con obbligo di firma in determinati giorni ed ore nella settimana. Un provvedimento non casuale, perché, secondo le statistiche, determinati reati vengono commessi proprio in alcuni giorni della settimane ed ore specifiche. Sui furti negli appartamenti, per esempio, il venerdì dalle 18 alle 20 è una fascia oraria particolarmente sensibile.

In caso di recidiva il reo non potrà più dialogare con i suoi complici. Solitamente non si tratta di gesti isolati ma di iniziative criminose commesse in associazione. Il riferimento alla normativa sulla criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘ndrangheta) è più diretto.

Ma non è finita qui, perché con il nuovo provvedimento debutterà il Daspo dai quartieri. Ovvero il reo confesso plurirecidivo verrà allontanato da alcuni quartieri, non potrà più metterci piede. Anche qui le statistiche del crimine indicano che ci sono delle zone delle città molto più colpite di altre con riferimento a specifici reati.

I fattori di rischio sono per esempio una popolazione anziana, la presenza di edilizia residenziale pubblica scarsamente vigilata, la bassa densità abitativa.

L’individuazione delle aree verrà fatta dai sindaci delle città che avranno quindi un ruolo chiave nel nuovo provvedimento.

L’obiettivo ultimo del pacchetto allo studio dei tecnici dei ministri Alfano e Orlando è arrivare, per i soggetti plurirecidivi, al braccialetto elettronico, come forma di controllo dei soggetti più pericolosi. In questo caso il salto di qualità rispetto alle misure precedenti è evidente, poggiando su uno strumento che è stato a lungo dibattuto quando si è parlato di libertà personali.

I lavori sul disegno di legge sono comunque a uno stadio avanzato. Sono stati consultati i sindaci, attraverso la loro associazione, mentre i tecnici dei ministeri sono già al lavoro sulla stesura dell’articolato.

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