Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Siae azzera tutte le convenzioni

Con il recepimento della direttiva Barnier, il diritto d’autore in Italia cambia. E, di conseguenza, in molti casi cambieranno anche le condizioni di utilizzo delle opere coperte da diritto d’autore: la Società autori ed editori si appresta infatti a dare disdetta a circa 250 accordi che ha in vigore con associazioni di varia entità, avviando al tempo stesso un processo di rinegoziazione alla luce del decreto legislativo 15 marzo 2017, numero 35.
Quest’oggi, a quanto risulta al Sole 24 Ore, il Consiglio di gestione della Siae delibererà la disdetta delle convenzioni. Entro il 30 settembre le associazioni convenzionate riceveranno una lettera che dà formale comunicazione della decisione. Da quel preciso momento, le parti avranno due mesi per confrontarsi e valutare a quali condizioni riformulare eventualmente un accordo.
È inevitabile, a questo punto, prevedere l’arrivo di ritocchi ai corrispettivi pagati alla Siae da un ventaglio di associazioni – quelle interessate dalla decisione – che è molto ampio e diversificato: si va da Anci a Confcommercio passando per Federalberghi, fino ad arrivare ad Assomusica, l’associazione dei promoter che organizzano concerti. In totale si tratta di 250 enti associativi che, nel corso degli anni, avevano stretto accordi di miglior favore con l’ente pubblico economico a base associativa che dalla sua nascita – datata 1882 – ha operato in una situazione di monopolio. Questo però fino al Dlgs che nel marzo scorso ha recepito la direttiva 2014/26/Ue sulla liberalizzazione del diritto d’autore (la famosa direttiva Barnier), un testo che tra le altre cose si appresta a essere ulteriormente emendato dal legislatore con la prossima legge di Bilancio (come anticipato sul Sole 24 Ore del 17 settembre). Stando alla nuova impostazione l’esclusiva Siae ha i giorni contati: dall’1 gennaio 2018 in Italia potranno infatti nascere nuove agenzie di collecting del diritto d’autore, purché risultino enti non a scopo di lucro.
Tornando al Dlgs 35, di recepimento della direttiva Ue, al comma 3 dell’articolo 22, è molto netto: «La concessione delle licenze – si legge – avviene a condizioni commerciali eque e non discriminatorie e sulla base di criteri semplici, chiari, oggettivi e ragionevoli. Gli organismi di gestione collettiva che concedono licenze su diritti non sono tenuti a basarsi, per altri tipi di servizi online, sulle condizioni di concessione concordate con un utilizzatore, quando quest’ultimo fornisce un nuovo tipo di servizio online proposto al pubblico dell’Unione europea da meno di tre anni».
Una convenzione che non si attenesse a questi indirizzi rischierebbe di suscitare le reazioni dell’Agcom, autorità individuata dal legislatore per vigilare sul rispetto delle norme che regolano il diritto d’autore. Il tutto in uno scenario che ha visto Siae oggetto, ad aprile scorso, di un’istruttoria dell’Antitrust secondo cui la stessa Siae si sarebbe mossa con autori e utilizzatori per impedire alle collecting private di avere pieno accesso al mercato. Mentre ad Assomusica, l’Agcm contestava l’adozione di linee guida (poi ritirate) che indicavano alle imprese associate di non stipulare accordi di licenza, né corrispondere compensi a società di gestione concorrenti di Siae.
Andrea Biondi e Francesco Prisco

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova autorità nasce il mese prossimo con l'obiettivo di colpire i traffici illeciti. Leggi ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alle imprese italiane che hanno fatto ricorso alle moratorie previste dall’articolo 56 del decret...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una spinta, sia pure indiretta, a una più complessiva riforma della riscossione (cui peraltro il G...

Oggi sulla stampa