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Sia sceglie JP Morgan, ma la Borsa è più lontana

Il gruppo Sia nomina Jp Morgan come advisor di riferimento per tutte le operazioni straordinarie, compresa l’eventuale quotazione della società, per la quale la composizione del sindacato di collocamento sarà definita in una fase successiva. La controllata di Cdp Equity, attiva nei servizi tecnologici dedicati alle istituzioni finanziarie, ha incaricato dunque la banca d’affari statunitense, che ha relazioni consolidate con la Cassa Depositi e con l’altro socio Poste Italiane, di valutare tutte le opzioni strategiche.

Tra gli addetti ai lavori una nomina di questo tipo sembra essere una mossa preludio più a un’aggregazione per Sia rispetto a un processo di quotazione a Piazza Affari. Jp Morgan ha già studiato, anche nel recente passato, le ipotesi di matrimonio per la società guidata da Nicola Cordone, fra le quali la fusione con l’altro leader fintech italiano Nexi, controllata dei fondi di private equity Bain Capital, Advent e Clessidra. Inoltre verso un esito di matrimonio spingono altre ragioni. Il momento per le Ipo non è dei migliori a causa dell’emergenza sanitaria che impiegherà probabilmente alcuni mesi per sparire completamente. Il mercato dei capitali ne risentirà più di quello delle fusioni ed acquisizioni. Una Ipo in primavera, come era ipotizzabile mesi fa, non sembra più percorribile come strada. Inoltre il Governo e la stessa Cdp sembrerebbero più propensi a giocare la carta del grande campione nazionale del fintech, che potrebbe appunto nascere dalla fusione tra Sia e Nexi. Soprattutto tra i 5Stelle questa opzione è sempre stata data come preferibile. A spingere verso questa soluzione è anche il processo di consolidamento internazionale del fintech, con l’ultima fusione da 9 miliardi tra Worldline e Ingenico. Le ridotte dimensioni nel settore rischiano di diventare un handicap, soprattutto alla luce dei giganti internazionali in circolazione che potrebbero inglobare le altre società.

Proprio lo scorso anno c’erano stati colloqui informali fra gli azionisti di Sia e Nexi, discussioni che sono riprese quest’anno anche se per ora si parla di contatti preliminari. Resta da capire se ci sarà l’accelerazione nelle trattative che tutti si aspettano. Nel frattempo Sia ha archiviato i risultati finanziari del 2019, chiuso con ricavi per 733,2 milioni di euro, in crescita di 118,4 milioni di euro (+19,3%) rispetto al 2018, il margine operativo lordo è cresciuto del 28,1% a 257,9 milioni, mentre l’utile netto è balzato a 95,3 milioni di euro rispetto ai 76,4 milioni del 2018 (+24,7%). La proposta di dividendo ordinario è di 0,35 euro per azione.

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