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Sia e Nexi, via alla maxi fusione ora punta a crescere all’estero

Nozze a Piazza Affari tra il leader pubblico delle piattaforme per i pagamenti Sia — che fa capo alla Cassa depositi e prestiti — e quello privato dei servizi e delle carte di credito Nexi. Nasce un colosso da 15,6 miliardi di capitalizzazione che unendo le forze genererà 150 milioni di sinergie e avrà due gambe di business forti per fare il grande salto: quello della crescita oltre i confini nazionali tanto che il premier Conte l’ha già ribattezzato un «campione europeo a trazione italiana».
«La fusione contribuirà alla transizione digitale in un ambito decisivo come i pagamenti elettronici — ha detto il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che di Cdp è il primo azionista — garantendo più rapidità, sicurezza e trasparenza alle aziende grandi e piccole, agli istituti bancari, alla Pa e ai cittadini, in sintonia con l’impegno del governo per incentivare la transizione al cashless». Cdp, padrona dell’88% di Sia, avrà il 25% del nuovo gruppo e nominerà 5 o 6 amministratori (di cui 3 indipendenti, 1 come vice presidente e uno non indipendente). Di conseguenza, su un cda di 13 consiglieri, il numero degli indipendenti aumenterà ulteriormente. «Il ruolo di Cdp è quello di tutelare e dare opportunità di sviluppo ad asset strategici per l’Italia — ha commentato l’ad di Cdp Fabrizio Palermo —. Le sinergie generate da questo accordo creeranno valore per tutti gli azionisti e condurranno la nuova società, anche attraverso operazioni straordinarie, a ulteriori opportunità di consolidamento e crescita a livello internazionale».
Fatta Nexi, la Cdp pensa già alla prossima operazione, tanto che avrebbe dato un mandato informale all’ad Paolo Bertoluzzo, che sarà chiamato a portare a termine l’integrazione con Sia, di sondare nuove opportunità all’estero. «La nuova entità sarà nelle migliori condizioni per valutare acquisizioni — ha detto Bertoluzzo —. Avremo l’obbligo di guardare alle opportunità e di valutarle quando saranno disponibili». Del resto di un matrimonio tra la Sia e la Nexi si parla da mesi. E le banche d’affari, Jp Morgan e Rothschild per Sia e Bofa, Hsbc e Mediobanca per Nexi sono già al lavoro per proporre il prossimo dossier. La prima della lista è la danese Nets, che si completa con il neonato gigante tricolore, dando vita a un colosso europeo dei pagamenti integrato, che non ha nulla da invidiare al leader francese Worldline, che a metà ottobre si fonderà con Ingenico. Nets (che secondo Bloomberg vale 10 miliardi di dollari) non è l’unica opzione sul tavolo, ma è una delle preferite perché si incastra perfettamente nello scacchiere europeo dei pagamenti. Inoltre il fatto che tra i soci del gruppo danese ci siano gli stessi fondi che hanno guidato con successo il rilancio e l’Ipo di Nexi è un buon biglietto da spendersi quando nei prossimi mesi Nets inizierà a sondare l’interesse di potenziali acquirenti. Ieri Nexi ha festeggiato con un rialzo del 3,14% a 17,35 euro (e +22,6% nell’ultimo mese di indiscrezioni). Tra le buone notizie e le ottime performance, in Piazza Affari ci si aspetta un nuovo maxi collocamento da parte dei fondi di Mercury (Advent, Bain e Clessidra) e in proposito pare che Credit Suisse abbia sondato l’interesse di alcuni importanti investitori.
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