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Si riducono i fallimenti

Si blocca la corsa senza sosta dei fallimenti in Italia, proseguita ormai da ben dieci trimestri consecutivi. Nei primi tre mesi di quest’anno, le imprese che hanno aperto una procedura di fallimento (3,8 mila aziende) sono diminuite del 2,8% rispetto al primo trimestre 2014. Con buoni segnali in quasi tutti i settori produttivi: l’industria, dal quale sono emersi i numeri migliori (-15,3%); le costruzioni (-2,5%) uno dei più sofferenti nel corso della crisi economica; mentre la situazione per il terziario è rimasta stabile (+0,3%).

I numeri arrivano dall’Osservatorio periodico Cerved, che, nel rapporto di giugno, conferma una prosecuzione del calo anche nelle liquidazioni volontarie e delle procedure concorsuali non fallimentari.

Meno procedure concorsuali e liquidazioni d’azienda. Tra gennaio e marzo 2015, sono state 21 mila le imprese che hanno deciso di «chiudere i battenti», ricorrendo alla liquidazione volontaria o a una procedura concorsuale. Si è trattato del 3,5% in meno rispetto alle chiusure aziendali del primo trimestre 2014.

Gli imprenditori che hanno deciso di liquidare volontariamente la propria attività «in bonis» (senza precedenti procedure concorsuali) sono stati 16,5 mila, in diminuzione del 2,9% rispetto al 2014. Escludendo dal conteggio, si legge nel rapporto, le liquidazioni di società «dormienti», quelle che non hanno presentato bilanci nei tre anni precedenti la procedura, è emersa una diminuzione ancora più marcata: del 6,2%.

Il calo delle chiusure ha riguardato tutta la penisola, fatta eccezione per il Nordovest (+0,5% di liquidazioni volontarie).

Giù anche i numeri (già in discesa) delle procedure non fallimentari: ne risultano aperte 600 nei primi tre mesi del 2015, il 21,2% in meno rispetto al 2014.

In forte calo le richieste di concordato preventivo (meno di 400: il 25,3% in meno), influenzate a loro volta dal calo delle domande di «concordato in bianco» (che permettono alle imprese di bloccare le azioni esecutive dei creditori in attesa di un piano di risanamento e dell’avvio di un vero concordato preventivo): queste ultime sono state 650, il 27% in meno rispetto al 2014.

Fallimenti. Il segno meno di questi primi mesi fornisce «segnali incoraggianti», per il Cerved, tuttavia il numero assoluto dei fallimenti rimane «storicamente elevato», al di sopra di quello già elevato del 2013 (+3,8%). Dal punto di vista geografico, le dinamiche sono diversificate. Il calo maggiore è avvenuto nel Nordovest e nel Mezzogiorno. Nel Centro, invece la corsa non si è ancora interrotta.

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