Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Si riapre il duello sui soldi del Mes. La Ue: Recovery, Italia a buon punto

Un testo di 6 articoli che riassumono la destinazione dello stanziamento da 2 miliardi di euro. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ristori ter entrano in vigore le misure, varate dal governo, per il finanziamento a fondo perduto delle imprese e delle partite iva colpite dalla pandemia. Un pacchetto di interventi che l’esecutivo si appresta a integrare con un nuovo decreto ristori, una priorità che ieri il premier Giuseppe Conte non è riuscito a trattare con i capidelegazione della maggioranza poiché la discussione è stata interamente assorbita dal Mes (Meccanismo europeo di stabilità). Con tanto di tensioni nel corso di due diverse riunioni, durate complessivamente quattro ore, e terminate con l’evidenza di una spaccatura tra le forze di governo sul fondo salva stati e sul destino dei 36 miliardi di euro da destinare alla sanità. Un terreno scivoloso per l’avversità del M5S nei confronti del Mes e per il timore, proprio all’interno del Movimento, che il via libera della riforma a Bruxelles implichi l’utilizzo del fondo da parte italiana. Al punto che nelle ultime ore è tornato a balenare il timore che il M5S potesse spingersi al punto di rottura, bocciando il processo di approvazione tuttora in discussione. Un irrigidimento temuto da Pd e Italia Viva, da sempre favorevoli al Mes e impegnati a scongiurare qualsiasi veto italiano al via libera della riforma. Un contesto che, insomma, suggerisce di non forzare gli eventi e di procedere evitando strappi. «La stanno prendendo alla larga — attaccano dal M5S — vogliono andare avanti con la riforma per poter dire che il Mes sanitario è senza rischi e dobbiamo attivarlo». Per questo ieri sono state fornite rassicurazioni, ribadendo che il ministro dell’Economia Gualtieri si presenterà in Parlamento prima dell’Ecofin del 30 novembre, per confrontarsi e illustrare alle commissioni Finanze e Affari Europei di Camera e Senato lo stato dei lavori in merito alla riforma. Un passaggio da inquadrare con gli obblighi previsti dalla mozione di maggioranza, approvata nel dicembre 2019, che impegna il governo a non fare alcun passaggio in sede europea, senza prima aver consultato il Parlamento. Di qui sia la necessità sia l’opportunità, per Gualtieri, di presentarsi in commissione prima del vertice europeo della settimana prossima, un appuntamento dove l’Italia dovrà pronunciarsi sulla riforma del Mes che include il meccanismo del backstop, il paracadute finanziario al fondo salva-banche. Ma l’avvertimento del M5S non si presta a equivoci. «La nostra posizione resta quella di sempre: non vogliamo utilizzare il Mes — spiegano i pentastellati — e in Parlamento i numeri non ci sono. Lo voterebbero solo Pd, Iv e Forza Italia».

Un ulteriore fronte per il governo è quello del Recovery Plan, con Bankitalia, Ufficio parlamentare di bilancio e Corte dei Conti che incalzano. All’appello manca il cosidetto Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza per gli aiuti Ue), con la conseguenza che la legge di bilancio manca delle coperture legate agli interventi finanziati dal Recovery Plan. Un quadro che non allarma la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. «L’Italia è ben messa sul cammino» del piano, ha assicurato al termine di un colloquio con Conte.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa